LICATA – L’assessore allo Sport e Turismo di Licata, Maria Sitibondo, ha rassegnato le dimissioni dopo essere stata sottoposta a misura cautelare dall’autorità giudiziaria di Agrigento. La Sitibondo, nominata assessore nel giugno 2023 nella giunta guidata dal sindaco Angelo Balsamo, è indagata per concussione in concorso con l’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale Sebastiano Alesci, coinvolto nell’inchiesta nota come “appalti e mazzette”. Alesci si trova invece ai domiciliari.
L’inchiesta, condotta dalla Squadra mobile di Agrigento e coordinata dal vicequestore Vincenzo Perta, punta a smantellare un presunto “sistema” politico-imprenditoriale capace di orientare bandi e affidamenti a favore di imprese vicine o colluse. Al centro del filone d’indagine originario c’è la realizzazione di un resort di lusso in contrada Playa.
Secondo gli inquirenti, nel febbraio scorso Alesci e Sitibondo si sarebbero incontrati con la direttrice dei lavori sul cantiere destinato al nuovo hotel. Mentre gli impianti idraulici erano già stati assegnati a un’altra impresa, i due avrebbero tentato di imporre un subappalto preferenziale: «Io ti do tutte cose… tu ti devi solo preoccupare di farli lavorare», avrebbe detto il dirigente, secondo quanto registrato dalla polizia. Al termine del sopralluogo, Alesci e Sitibondo avrebbero ripreso l’auto e discusso della situazione con frasi allusive a possibili ritorsioni («Sa quello che deve fare… sveglia… se non vogliono rotture di scatole»).
Il gip Giuseppa Zampino ha definito la presenza dell’assessore nel cantiere «strumentale», finalizzata «a legittimare la pretesa di favorire soggetti imprenditoriali “vicini”», in contrasto con l’assenza di competenze tecniche inerenti ai lavori pubblici.
Sitibondo, con una nota, ha spiegato di volersi ritirare per evitare che il suo ruolo di indagata potesse danneggiare l’immagine dell’Amministrazione, del sindaco e della città. Le dimissioni sono state accolte con favore dal primo cittadino Balsamo.
Al centro resta ora il destino giudiziario dell’inchiesta: il coinvolgimento di un assessore evidenzia il livello di penetrazione dell’indagine nella gestione degli appalti comunali. La vicenda rappresenta un banco di prova per l’Amministrazione licatese e per le istituzioni coinvolte, impegnate a tutelare trasparenza e legalità.



