Automobili e case di lusso, uno stile di vita ben al di sopra delle loro possibilità dichiarate. È stata la loro stessa ostentazione, il loro voler apparire, a tradire un’intera famiglia di Lentini, che secondo la Polizia di Stato aveva messo in piedi una fiorente “azienda” a conduzione familiare basata sullo spaccio di cocaina e crack. Al termine di una complessa indagine, sette persone sono state denunciate.
L’inchiesta degli agenti del commissariato di Lentini non è partita da una soffiata o da un arresto in flagranza, ma da un’attenta analisi del territorio. Gli investigatori hanno notato il tenore di vita eccessivamente elevato di tutti i componenti del nucleo familiare, del tutto sproporzionato rispetto alle loro condizioni economiche ufficiali. Un campanello d’allarme che ha dato il via a un’attività di indagine più approfondita.
I sospetti hanno trovato ben presto conferma. Gli inquirenti hanno scoperto quella che definiscono una “fiorente piazza di spaccio”, in grado di immettere sul mercato locale più di 40 dosi di cocaina e crack ogni giorno.
L’attività criminale era strutturata come una vera e propria azienda, con ruoli ben definiti per ciascun membro della famiglia. C’era chi si occupava dell’approvvigionamento della droga, chi del taglio e del confezionamento, e chi della vendita al dettaglio. Un’organizzazione meticolosa che permetteva al business di prosperare, generando i profitti necessari a mantenere il lussuoso stile di vita che, alla fine, li ha traditi.
Al termine delle indagini, i sette componenti della famiglia sono stati tutti denunciati alla Procura della Repubblica per spaccio di sostanze stupefacenti. Un’operazione che dimostra come, nella lotta alla criminalità, l’analisi dei patrimoni e dei tenori di vita sia uno degli strumenti investigativi più efficaci per scoperchiare attività illecite. In questo caso, è stato proprio il desiderio di godersi i frutti del loro business illegale a mettere la Polizia sulla strada giusta e a smantellare la loro impresa di famiglia.



