Il sessantenne ha ammesso le sue responsabilità davanti al giudice. All’origine del delitto, un’aspra contesa per lo scolo delle acque e presunte irregolarità urbanistiche. La vittima, l’84enne Salvatore Italiano, è stata uccisa con tre colpi di pistola.
MILAZZO (ME) – Una lite per lo scolo dell’acqua e per presunte irregolarità edilizie, trascinatasi per mesi e finita nel sangue. È la drammatica confessione di Giuseppe Cordici, il milazzese di 60 anni che ha ammesso di aver ucciso il suo vicino di casa, l’ottantaquattrenne Salvatore Italiano. Il corpo della vittima era stato ritrovato lo scorso 10 luglio, avvolto in sacchi di plastica neri, in via Capuana, nel quartiere Bastione di Milazzo, un dettaglio che aveva subito fatto pensare a un’esecuzione.
La svolta nel caso, che ha tenuto con il fiato sospeso la comunità locale, è arrivata nelle ultime ore. Dopo aver inizialmente negato ogni addebito durante l’interrogatorio di garanzia, ammettendo solo di aver incontrato la vittima, Cordici, assistito dal suo avvocato Antonino Aloisio, ha chiesto di essere ascoltato nuovamente dal giudice. Davanti al magistrato, ha fatto piena ammissione, confessando di essere l’autore dell’omicidio.
Secondo la ricostruzione, Salvatore Italiano è stato ucciso con tre colpi d’arma da fuoco. Il movente, come emerso dalla confessione, affonda le radici in un’aspra contesa condominiale. Un dissidio nato nell’ottobre del 2024, quando la moglie di Cordici aveva ricevuto una prima lettera da Italiano riguardante un problema di scolo delle acque. La situazione è precipitata lo scorso 7 luglio, appena tre giorni prima del delitto. La coppia aveva ricevuto una comunicazione dal Comune di Milazzo che li informava di una richiesta di accesso agli atti, presentata proprio da Italiano, sulla concessione edilizia del loro fabbricato.
Secondo l’indagato, l’obiettivo del vicino era chiaro: costringerli a realizzare una cunetta per la raccolta delle acque, minacciando, in caso contrario, di denunciarli per delle irregolarità urbanistiche presenti nel loro immobile. Questa mossa è stata evidentemente percepita come una pressione intollerabile, la goccia che ha fatto traboccare il vaso di una tensione ormai incancrenita, portando alla tragica e violenta conclusione. La confessione di Cordici chiude ora il cerchio delle indagini, consegnando agli inquirenti il quadro completo di un delitto maturato tra le mura di un vicinato trasformatosi in una trappola mortale.



