Un bancone refrigerato spento e a temperatura ambiente, con all’interno decine di chili di alimenti in cattivo stato di conservazione, e sporco pregresso nell’area di preparazione. È la scena che si sono trovati di fronte i Carabinieri della Stazione di Giarre e i colleghi del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Catania, che hanno disposto l’immediata sospensione dell’attività di un venditore di street food nel centro cittadino. Al titolare, un 37enne catanese, è stata contestata una serie di gravi carenze igienico-sanitarie ed è stato denunciato.
L’ispezione rientra in un’ampia campagna di controlli straordinari nel settore alimentare, volti a garantire la sicurezza dei consumatori. I militari hanno passato al setaccio un’attività di vendita mobile situata in una piazza del centro di Giarre, riscontrando una situazione di potenziale pericolo per la salute pubblica. Al momento del controllo, il bancone espositore refrigerato, pur contenendo numerosi vassoi con preparazioni a base di carne e verdure, è risultato non funzionante. Nonostante i vari tentativi di accensione, l’apparecchio non ha dato segni di vita. All’interno, in assenza di qualsiasi termometro, la temperatura rilevata era di circa 27 gradi, del tutto inadeguata a garantire la corretta conservazione dei cibi.
Le irregolarità non si fermavano qui. Nei pressi della friggitrice sono state trovate due confezioni di patatine completamente scongelate e abbandonate in un’area con evidenti carenze igieniche, caratterizzata da sporco pregresso e incrostato. Di conseguenza, tutti i 30 kg di alimenti presenti nel bancone (tra cui 11,5 kg di prodotti carnei) sono stati ritenuti in cattivo stato di conservazione e sottoposti a sequestro.
Al titolare è stata notificata la sospensione immediata della somministrazione di alimenti. Gli è stato inoltre prescritto di riparare entro 30 giorni il motore del refrigeratore, di dotarsi di un termometro e di effettuare una pulizia straordinaria. L’uomo è stato anche denunciato all’autorità giudiziaria per detenzione di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione, ferma restando la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. Gli atti sono stati trasmessi all’ASP per la verifica delle autorizzazioni sanitarie.



