GELA (CL) — Controlli mirati, bancarelle passate al setaccio e centinaia di capi contraffatti rimossi dagli stand prima che finissero nelle mani dei clienti. I finanzieri del Comando provinciale di Caltanissetta, con il Gruppo di Gela, hanno concluso un’operazione contro la vendita di abbigliamento contraffatto e potenzialmente pericoloso per la salute, sequestrando oltre 400 articoli non conformi ai requisiti di legge.
L’attività si è svolta durante il mercato settimanale cittadino, dove le pattuglie hanno verificato le posizioni di diversi venditori ambulanti lungo le principali direttrici di afflusso. Nel corso delle ispezioni sono stati rinvenuti capi che riportavano marchi industriali falsi di note griffe: Adidas, Trapstar, Calvin Klein, Emporio Armani, Blauer, Lacoste, Gucci, Ralph Lauren, Moncler, Moschino, Prada, Versace e Dsquared. Etichette e loghi riprodotti in modo ingannevole, cartellini privi delle informazioni obbligatorie o non in lingua italiana, materiali di provenienza ignota e assenza di tracciabilità hanno fatto scattare il sequestro amministrativo e penale.
Un operatore è stato denunciato alla locale Autorità giudiziaria con le ipotesi di detenzione per la vendita di merce con marchio contraffatto e ricettazione. Come previsto dall’ordinamento, fino a giudizio definitivo vale la presunzione di non colpevolezza. Parallelamente, le Fiamme Gialle stanno approfondendo gli elementi raccolti per risalire alla filiera di approvvigionamento: depositi, canali di importazione, intermediari e reti di distribuzione che alimentano il commercio irregolare, spesso sfuggendo ai controlli doganali e fiscali.
L’operazione rientra nel dispositivo permanente del Corpo a tutela del mercato dei beni e dei servizi. Oltre al danno economico per i marchi e alla concorrenza sleale verso i commercianti in regola, la Guardia di Finanza richiama l’attenzione sul profilo sanitario: i prodotti contraffatti eludono i test di conformità, possono contenere coloranti non dichiarati o fibre trattate con sostanze non ammesse e non garantiscono standard minimi di sicurezza, soprattutto per capi destinati a minori o a contatto prolungato con la pelle.
Il messaggio ai consumatori è duplice: diffidare dei prezzi troppo bassi e verificare sempre etichette, tracciabilità e presenza del marchio CE quando previsto. Agli operatori, invece, viene ricordata la responsabilità diretta nella messa in vendita di articoli non conformi e l’obbligo di conservare documentazione idonea a dimostrare la liceità della merce.
Il bilancio dei controlli a Gela conferma l’efficacia dell’azione preventiva e repressiva sul territorio: presidio visibile nei luoghi di maggior transito, interventi mirati e tracciamento delle filiere per sottrarre merce irregolare al commercio e garantire un ambiente competitivo leale e, soprattutto, sicuro per i consumatori.



