Sembrava uno dei tanti banchi che affollano le feste patronali, con abiti e scarpe di marchi di lusso a prezzi stracciati. Ma dietro quell’esposizione di merce si nascondeva un’intera filiera del falso. Un’indagine lampo della Guardia di Finanza di Gela, partita da un controllo tra le bancarelle, ha permesso di smantellare un’organizzazione ben strutturata, scoprendo un vero e proprio laboratorio clandestino per la produzione di capi contraffatti.
L’operazione, che ha portato alla denuncia di tre persone e al sequestro di oltre 3.000 articoli per un valore di più di 100.000 euro, è scattata durante i festeggiamenti in onore di Maria SS. delle Grazie. Le Fiamme Gialle, nell’ambito di un’intensificata attività di controllo, hanno ispezionato diverse bancarelle di venditori ambulanti.
I primi controlli hanno subito dato esito positivo, con il sequestro di migliaia di articoli – tra magliette, scarpe e accessori – che riportavano marchi contraffatti di note case di moda, da Gucci a Prada, da Nike a Louis Vuitton. Ma i finanzieri non si sono fermati alla merce esposta.
Seguendo il filo dell’illecito, gli approfondimenti investigativi li hanno condotti fino a un deposito nel quartiere “Giardinelli”. Lì, hanno trovato non solo uno magazzino di stoccaggio, ma una vera e propria fabbrica del falso. All’interno c’erano macchinari per produrre gli articoli, stampanti per le etichette contraffatte e adesivi che imitavano perfettamente i loghi dei brand più famosi.
La scoperta del laboratorio ha rivelato l’esistenza di un’organizzazione ben strutturata, capace non solo di importare, ma anche di produrre in loco la merce illegale. Al termine dell’operazione, tre uomini – di nazionalità marocchina, senegalese e tunisina – sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per i reati di commercializzazione di prodotti con marchi falsi e per ricettazione.
L’attività della Guardia di Finanza, oltre a tutelare le grandi firme e gli operatori economici onesti, mira soprattutto a proteggere i consumatori. Le indagini, infatti, proseguono ora per ricostruire la catena di approvvigionamento delle materie prime, per verificare che i prodotti contraffatti non siano anche pericolosi per la salute.



