Un prelievo lampo alla cassa di un minimarket di Giarratana si è trasformato in un fascicolo giudiziario con tre nomi sul registro degli indagati e una misura cautelare già operativa. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura iblea, ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza – a Catania – per un ventenne con precedenti, ritenuto l’esecutore materiale del colpo messo a segno alcune settimane fa nel piccolo centro montano.
La ricostruzione dei carabinieri parte da un momento di distrazione del titolare del negozio. Chiamato in corsia per assistere una cliente, l’esercente ha lasciato incustodita per pochi minuti la postazione di cassa. Tanto è bastato al giovane, giunto in paese a bordo di un’utilitaria, per avvicinarsi al registratore, aprirlo con mossa fulminea e intascare circa 400 euro in contanti. In strada, ad attenderlo, due complici: entrambe donne, una alla guida del veicolo – risultato intestato a una di loro – l’altra impegnata a fare da vedetta all’ingresso. Nel giro di pochi secondi il trio ha imboccato la strada statale, facendo rientro nel Catanese.
Le immagini delle telecamere, interne ed esterne, hanno però immortalato volti, targhe e traiettorie. Acquisite dal personale della Stazione di Giarratana e incrociate con le banche dati sull’attività predatoria nei comuni limitrofi, quelle sequenze hanno permesso agli investigatori di individuare il mezzo, rintracciato poche ore dopo nel comprensorio etneo. Da lì, l’identificazione dei tre presunti responsabili è stata pressoché immediata.
Gli elementi raccolti sono stati ritenuti sufficienti dal magistrato inquirente per configurare gravi indizi di colpevolezza a carico del ventenne e delle due donne – tutte denunciate in concorso per furto aggravato. Nei confronti del giovane, ritenuto recidivo e considerato il rischio di reiterazione, il Gip ha applicato l’obbligo di dimora e la Questura di Ragusa ha emesso contestualmente un Foglio di Via: divieto assoluto di rimettere piede a Giarratana, pena sanzioni più pesanti.
L’inchiesta prosegue: gli investigatori stanno verificando se le stesse persone possano essere collegate ad altri furti lampo avvenuti di recente in piccoli esercizi commerciali della provincia, compiuti con un analogo schema «mordi e fuggi». Il verdetto definitivo, come sempre, arriverà in aula, nel contraddittorio fra accusa e difesa.



