Paura all’alba nello Ionio: forte scossa di magnitudo 5.1 scuote Calabria e Sicilia orientale
Il sisma registrato alle 05:53 al largo di Brancaleone: il tremore avvertito distintamente da Messina a Siracusa e fino a Malta. Nessun danno segnalato, ma controlli in corso.
Un risveglio traumatico, con la terra che ha tremato violentemente quando il sole non era ancora sorto. Erano le 05:53 di questa mattina quando i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato una forte scossa di terremoto nel cuore del Mar Ionio. La magnitudo stimata è di 5.1, un’intensità rilevante che ha sprigionato un’energia sufficiente a farsi sentire ben oltre i confini dell’epicentro, localizzato in mare aperto a circa 17 chilometri dalla costa di Brancaleone, nel reggino.
L’onda sismica si è propagata con rapidità, investendo non solo la Calabria meridionale, ma attraversando lo Stretto per scuotere con decisione tutta la fascia orientale della Sicilia. Da Messina a Catania, fino a Siracusa e Ragusa, migliaia di cittadini sono stati svegliati di soprassalto dal movimento tellurico, che ha fatto oscillare lampadari e vibrare i vetri delle abitazioni. Le segnalazioni sono rimbalzate immediatamente sui social network, disegnando la mappa emotiva di un evento che ha avuto una risonanza vastissima: il sisma, infatti, è stato percepito distintamente persino nell’arcipelago di Malta, a centinaia di chilometri di distanza, confermando la profondità e la potenza del fenomeno geologico.
Nonostante il grande spavento, che ha spinto molti residenti dei centri costieri a scendere in strada in via precauzionale, al momento si tira un sospiro di sollievo. Dalle prime verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile, in contatto costante con le strutture operative sul territorio, non risultano danni a persone o cose. Nessun crollo, nessuna richiesta di soccorso medico, sebbene i centralini dei Vigili del Fuoco siano stati tempestati di chiamate da parte di cittadini allarmati in cerca di rassicurazioni.
La macchina dei controlli è comunque in pieno movimento. Tecnici ed enti competenti stanno monitorando edifici pubblici e infrastrutture strategiche nelle aree più vicine all’epicentro per escludere lesioni strutturali non visibili a occhio nudo. L’attenzione resta alta in attesa di ulteriori aggiornamenti ufficiali e per monitorare l’eventuale sciame sismico che potrebbe seguire l’evento principale, mentre il Sud Italia cerca di tornare alla normalità dopo un’alba segnata dalla paura.



