La notte palermitana, ancora una volta, ha reclamato il suo tributo di sangue. Viale Regione Siciliana, l’arteria che taglia in due la città, si è trasformata di nuovo in un palcoscenico di morte. Intorno alle 3 del mattino, nel silenzio irreale che precede l’alba, il sottopasso di via Belgio è diventato la tomba di due persone, la cui vita è finita tragicamente in sella a una moto di grossa cilindrata. Un boato, poi il silenzio, e altre due croci piantata sull’asfalto della circonvallazione.
Quando le prime luci blu delle ambulanze e delle volanti della polizia hanno squarciato il buio, la scena che si è presentata ai soccorritori è stata drammatica. Una Kawasaki bianca, ridotta a un groviglio di lamiere, testimoniava la violenza di un impatto le cui cause sono ancora un tragico mistero. Tre ambulanze sono accorse nel disperato tentativo di strappare due vite alla morte, ma ogni sforzo si è rivelato vano. Per ore è rimasto chiuso il sottopasso, mentre gli agenti eseguivano i rilievi, cercando tra i detriti una spiegazione a una fine così improvvisa. A perdere la vita due giovani o Antonio Mazzola di 27 anni e Domenico Schiavo di 22 anni.
L’incidente ha richiesto il blocco totale non solo della carreggiata in direzione Catania, ma per lungo tempo anche di quella opposta, verso Trapani, per consentire ai mezzi di soccorso di operare in sicurezza. Con le prime luci dell’alba, mentre la città si risvegliava ignara, il blocco ha creato qualche disagio al traffico.
In questo scenario di dolore e disagio, si è aggiunto un altro, assurdo incidente. Sulla carreggiata opposta, due automobilisti, rallentando per curiosare e osservare la scena della tragedia, hanno perso il controllo del loro veicolo, schiantandosi contro la barriera laterale. Un incidente nell’incidente, un tributo insensato al macabro spettacolo della morte che aggiunge un’ulteriore, amara riflessione sulla pericolosità di certe distrazioni.
Spetterà agli inquirenti, ora, ricostruire l’esatto puzzle di questa notte di sangue: analizzare i segni sull’asfalto, cercare eventuali testimoni, per capire se si sia trattato di un incidente autonomo o della tragica interazione con un altro veicolo. L’unica, amara certezza è che un’altra famiglia, oggi, piange una vita perduta sull’altare di una delle strade più pericolose d’Italia.



