La prossima estate Palermo sarà nuovamente collegata con la Scandinavia grazie alle rotte operate da Scandinavian Airlines e Norwegian. Si tratta di collegamenti preziosi, capaci di intercettare un flusso turistico di qualità e con una capacità di spesa significativa, ma ancora una volta circoscritti al periodo primaverile ed estivo. Un’occasione che conferma, in positivo, l’attrattiva della Sicilia e, in negativo, i ritardi della politica regionale nell’affrontare il tema della destagionalizzazione.
La programmazione di Scandinavian prevede dal 29 marzo il ritorno dei voli da Copenaghen, inizialmente con quattro frequenze settimanali grazie alla coincidenza con la Pasqua anticipata. Nei mesi successivi la tratta sarà intensificata fino a sei collegamenti settimanali, per poi ridursi a due voli da metà agosto. Collegamenti previsti anche da Oslo, dal 21 giugno al 9 agosto, e da Stoccolma, tra il 19 giugno e la stessa data di agosto, con frequenze variabili. Norwegian, dal canto suo, riproporrà le tratte con Copenaghen e Stoccolma, ma anch’esse limitate al periodo estivo.
I numeri raccontano una realtà evidente: le compagnie aeree intercettano il picco stagionale, concentrando l’offerta tra aprile e agosto, quando la domanda turistica dalla Scandinavia è massima. Una scelta comprensibile dal punto di vista commerciale, ma che segnala quanto la Sicilia non sia ancora in grado di attrarre flussi costanti anche nei mesi autunnali e invernali.
La destagionalizzazione, più volte evocata come obiettivo strategico, rimane lontana. Senza un’offerta culturale, infrastrutturale e di servizi in grado di sostenere il turismo oltre i mesi estivi, il rischio è quello di continuare a vivere picchi di presenze brevi e intensi, seguiti da lunghi periodi di stasi.
La scelta delle compagnie scandinave è quindi doppiamente significativa: testimonia l’appeal della Sicilia, ma allo stesso tempo evidenzia la necessità di una programmazione regionale più lungimirante, l’unica via per trasformare il turismo in un motore economico stabile e non legato a una manciata di settimane l’anno.



