Mentre le motovedette della Guardia Costiera solcavano le onde e gli elicotteri perlustravano il cielo, lui combatteva la sua silenziosa battaglia, da solo, contro il mare. Per venti ore, Federico Ottaviano, il veterinario di 67 anni scomparso ieri al largo di Scicli, è rimasto in balia delle correnti, inghiottito dal blu. Una lotta ai limiti dell’umana possibilità, conclusasi con un epilogo che ha del miracoloso: è tornato a riva da solo, con le sue forze, trasformando un dramma annunciato in una straordinaria favola di resilienza.
La sua scomparsa, avvenuta alle 16 di ieri dopo un tuffo dalla sua barca a vela, aveva dato il via a un’imponente operazione di ricerca. Mezzi navali, elicotteri, squadre a terra: una macchina dei soccorsi complessa e specializzata che, per ore, non ha trovato alcuna traccia. Con il passare del tempo, la speranza di ritrovarlo in vita si era affievolita fino quasi a svanire. Ma Federico Ottaviano stava scrivendo un altro copione.
Invece di farsi sopraffare, ha domato il mare. Trasportato per miglia dalla corrente, ha resistito alla fatica, al freddo della notte, alla solitudine. E questa mattina, mentre le ricerche riprendevano, è approdato sulla spiaggia di Punta Regilione, a Marina di Modica, a chilometri di distanza dal punto in cui era scomparso. Non è stato avvistato da una barca o da un elicottero. È semplicemente uscito dall’acqua con le sue gambe.
La scena successiva descrive perfettamente la tempra dell’uomo. Avvicinatosi a un operaio che lavorava in zona, non ha chiesto aiuto, ma un telefono. E la sua prima chiamata non è stata al 118, ma a casa, per avvisare i familiari e porre fine alla loro angoscia. Intervistato dalla testata VideoRegione a bordo dell’ambulanza che lo trasportava in ospedale per accertamenti, ha raccontato la sua incredibile vicenda quasi sminuendola, con la calma di chi ha compiuto un’impresa senza sentirsi un eroe.
Ora che è al sicuro, assistito dai medici dell’ospedale di Modica, la sua storia sta facendo il giro della Sicilia. Resta però un “giallo” da risolvere, su cui indaga la Guardia Costiera: cosa è successo in quei primi istanti dopo il tuffo? Un malore improvviso, una corrente inaspettata? La sua testimonianza sarà cruciale. Ma al di là delle indagini, resta il racconto di un uomo che, quando tutti lo davano per spacciato, ha dimostrato una forza e una conoscenza del mare che hanno sconfitto anche il più infausto dei destini.



