Tutto è iniziato con la più classica delle truffe, quella del finto incidente stradale. Ma quello che doveva essere un fastidio da risolvere con una manciata di euro si è trasformato in un incubo durato un mese, un’inesorabile spirale di minacce e richieste di denaro che ha quasi prosciugato i conti di un cittadino palermitano. Il suo calvario è finito solo quando ha trovato il coraggio di denunciare, permettendo alla Polizia di Stato di arrestare tre persone.
La trappola era scattata a un incrocio. Uno degli indagati, dopo aver simulato un urto, ha affrontato la vittima con fare minaccioso, pretendendo un risarcimento immediato. Pur sapendo di non avere colpe, il malcapitato ha pagato una somma consistente, nella speranza di chiudere lì la faccenda. È stato il suo errore più grande. Da quel primo, fatale pagamento, i suoi aguzzini non lo hanno più lasciato in pace.
Giorno dopo giorno, i malviventi si presentavano alla porta di casa sua, trasformando il suo rifugio in una prigione. Ogni visita, una nuova scusa per spillare altri soldi: presunti danni all’auto non previsti, fantomatiche spese legali, errori nei bonifici che richiedevano nuovi esborsi. A rendere il tutto ancora più credibile e terrificante, a volte si presentava un terzo complice, un uomo di 54 anni che recitava la parte dell’ufficiale giudiziario per aumentare la pressione.
Soggiogato e terrorizzato, in meno di un mese l’uomo ha consegnato quasi 18.000 euro. Poi, allo stremo, ha trovato la forza di varcare la soglia del Commissariato di Polizia “Porta Nuova”. La sua denuncia ha messo in moto una meticolosa indagine che ha rapidamente identificato i tre responsabili.
Sulla base delle prove raccolte, il giudice ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare. Per i due più giovani, di 20 e 21 anni, si sono aperte le porte del carcere. Per il 54enne, il finto ufficiale giudiziario, sono stati disposti gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Una vicenda che dimostra come la prontezza nel denunciare sia l’unica, vera arma per spezzare la catena della paura.



