La siccità che sta colpendo l’intero territorio regionale impone un cambio di passo nella gestione delle risorse idriche. L’Autorità di bacino della Presidenza della Regione ha emanato direttive che avviano modalità eccezionali di attingimento dai volumi residuali degli invasi, porzioni d’acqua normalmente non utilizzabili in regime ordinario. L’obiettivo è duplice: garantire l’approvvigionamento per usi potabili e sostenere il comparto agricolo e zootecnico, oggi tra i più esposti agli effetti della crisi.
Per il servizio idrico integrato, i gestori degli invasi e delle reti di distribuzione sono chiamati a utilizzare sistemi di prelievo dalle acque di superficie, anche attraverso piattaforme galleggianti. Contestualmente, viene richiesto di attivare il monitoraggio della fauna ittica e, se necessario, procedure di trasferimento per evitare morie di pesci che potrebbero compromettere la qualità della risorsa destinata al consumo umano. È una scelta operativa mirata a rendere disponibile il cosiddetto volume morto, salvaguardando al contempo l’integrità ambientale degli specchi d’acqua.
In parallelo, i Consorzi di bonifica della Sicilia orientale e occidentale ricevono l’autorizzazione ad adottare analoghe soluzioni straordinarie per l’irrigazione e gli usi zootecnici. L’impiego di sistemi galleggianti consentirà di intercettare le residue risorse al di sotto delle quote di presa ordinarie, preservando la continuità delle attività agricole in una fase in cui la riduzione delle dotazioni idriche rischia di rallentare o interrompere le produzioni.
Il pacchetto di misure si inserisce in un coordinamento più ampio che coinvolge la Cabina di regia regionale per l’emergenza idrica, il dipartimento dell’Acqua e dei rifiuti e quello dell’Agricoltura. La linea condivisa punta a contemperare il soddisfacimento del fabbisogno potabile delle comunità con la tenuta del sistema produttivo, senza derogare ai requisiti di sicurezza degli invasi e alla piena funzionalità degli scarichi. È un equilibrio complesso, che passa da un monitoraggio costante dei livelli idrici e da interventi tecnici puntuali sulle opere di presa e sulle reti.
Il quadro delineato non elimina le criticità di fondo, ma apre una finestra operativa utile ad attraversare la fase più acuta dell’emergenza. La possibilità di accedere ai volumi residuali, accompagnata da misure di tutela ambientale e da una regia istituzionale unitaria, rappresenta un primo argine contro gli effetti della siccità su cittadini e imprese agricole, in attesa di un progressivo ripristino delle scorte e di interventi strutturali sul sistema idrico regionale.



