GELA – Nella notte tra il 26 e il 27 giugno, la Capitaneria di Porto di Gela ha effettuato controlli mirati sia all’interno dell’area portuale sia in mare aperto, a bordo delle proprie unità navali, per verificare le attività di pesca e la vendita di prodotti ittici al dettaglio.
Durante l’ispezione, gli uomini della Capitaneria hanno sanzionato diversi pescatori, sia professionisti che diportisti, per uso di attrezzi vietati: reti da posta e palangari in numero superiore a quanto consentito in relazione al tipo di imbarcazione. Le violazioni hanno riguardato anche il transito in aree interdette e la posa illegale di reti nelle zone riservate alla balneazione. Le sanzioni amministrative inflitte ammontano a oltre 4.000 euro complessivi.
I controlli hanno coinvolto anche la zona di “Scoglio di Manfria”, dove sono state scoperte ulteriori due reti calate a circa 80 metri dalla costa, senza la necessaria segnalazione identificativa e in un’area vietata. Completata l’azione di contrasto, la Capitaneria ha posto sotto sequestro amministrativo circa 600 metri di reti da pesca e un palangaro con 350 ami, destinati alla successiva distruzione.
L’operazione conferma l’impegno delle autorità marittime nel garantire il rispetto delle normative in materia di pesca e nella protezione dei bagnanti, con un costante monitoraggio lungo le coste gelesi.



