Un “no” detto con la schiena dritta di chi, a 68 anni, non intende più chinare il capo. Un rifiuto che, a Cinisi, è costato quasi la vita, trasformando una disputa professionale in un pestaggio di una ferocia inaudita. La vittima è ora in un letto dell’ospedale di Partinico, in lotta contro le gravissime lesioni riportate; il suo aggressore è un fantasma, un uomo violento a cui i Carabinieri stanno dando la caccia senza sosta.
La scintilla che ha innescato l’incendio è divampata nel mondo del lavoro. Una pretesa, un modo di operare imposto con arroganza e respinto con dignità dal 68enne. Ma la discussione non si è fermata alle parole. È straripata prima nell’estorsione, poi nella violenza cieca. Non sono bastati, infatti, i 300 euro che l’aggressore si è fatto consegnare con la forza. Quel denaro, forse, è stato solo il prologo dell’umiliazione fisica.
Subito dopo aver intascato i soldi, la furia si è materializzata nella forma fredda e pesante di una spranga di ferro. L’uomo si è accanito contro l’anziano, colpendolo ripetutamente, senza fermarsi, fino a lasciarlo a terra, inerme. Poi, con la stessa rapidità con cui aveva colpito, è svanito nel nulla.
A interrompere la violenza è stato un grido, un lamento che ha attraversato i muri e ha raggiunto le orecchie dei vicini. È stata la loro prontezza a fare la differenza. Si sono precipitati a soccorrere il 68enne, tamponando le ferite e chiamando disperatamente il 118. L’arrivo dell’ambulanza ha segnato l’inizio della corsa contro il tempo per salvare la vita dell’uomo, trasportato in codice rosso all’ospedale di Partinico.
Ora, mentre i medici si occupano del corpo martoriato della vittima, i Carabinieri della locale stazione lavorano per ricucire i fili di questa storia di brutale sopraffazione. Ogni indizio viene analizzato, ogni possibile traccia seguita per stringere il cerchio attorno a un uomo la cui violenza ha lasciato un’intera comunità sotto shock, a domandarsi come un disaccordo sul lavoro possa trasformarsi in un tentato omicidio.



