Una corsa interrotta nella notte, lungo la provinciale che sale a Castelmola. Poco dopo la mezzanotte Giuseppe Carpita, 53 anni, imprenditore conosciuto e stimato in paese, ha perso la vita in un incidente autonomo sulla SP10, l’arteria che collega il piccolo borgo alla valle. Era alla guida del suo pick up e stava rientrando a casa quando il mezzo, per cause ancora da accertare, ha divelto il muretto di contenimento a bordo strada ed è precipitato per alcuni metri, finendo ribaltato contro una casa in costruzione.
L’impatto è stato devastante. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, per il conducente non c’era più nulla da fare. I carabinieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito i primi rilievi, mentre i vigili del fuoco del Distaccamento di Letojanni hanno messo in sicurezza l’area e provveduto al recupero del veicolo e della salma, poi riconsegnata ai familiari per le esequie.
La dinamica appare netta in alcuni passaggi — l’uscita di strada, l’abbattimento del muretto, il volo nel dirupo e il ribaltamento sull’edificio — ma restano da chiarire i motivi all’origine della perdita di controllo. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un malore che potrebbe aver colto l’automobilista mentre procedeva in direzione valle. Nessun altro veicolo risulta coinvolto e non emergono, al momento, elementi che facciano pensare a una collisione precedente all’impatto. Saranno i rilievi tecnici e le verifiche di routine a fornire un quadro più preciso.
In paese la notizia è rimbalzata all’alba, lasciando sgomenta la comunità. Di Carpita, molti ricordano il profilo schivo, la dedizione al lavoro, la disponibilità nelle relazioni quotidiane. Una figura ritenuta d’esempio per rettitudine e umiltà, come spesso accade nei piccoli centri dove la trama sociale è fitta e ogni volto ha una storia condivisa. Nelle prossime ore è atteso il rito funebre, che riunirà familiari, amici e colleghi.
La SP10, che serpeggia tra tornanti e muretti di contenimento a ridosso del costone, è una strada su cui l’attenzione al volante non è mai troppa. Proprio per questo gli inquirenti non escludono alcun dettaglio nella ricostruzione: dalle condizioni del guard rail e del muretto all’eventuale presenza di detriti sull’asfalto, fino allo stato meccanico del mezzo. Restano il dolore per una vita spezzata e il dovere, per chi indaga, di restituire ai familiari la verità sulle ultime ore di un imprenditore che Castelmola considerava uno dei suoi riferimenti.



