Proseguono i controlli dei Carabinieri in provincia di Ragusa contro lo sfruttamento del lavoro. Multe per oltre 50.000 euro e provvedimento immediato di sospensione.
RAGUSA – La lotta al caporalato e allo sfruttamento della manodopera agricola prosegue senza sosta nel territorio ibleo. Nella giornata del 15 maggio, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Ragusa, con il supporto dell’Arma territoriale, hanno effettuato un nuovo intervento in un’azienda agricola situata nell’agro del comune di Acate. Il risultato dell’ispezione è stato netto: tutti i 12 lavoratori trovati sul posto erano impiegati irregolarmente, senza alcun tipo di contratto o tutela formale.
Un quadro allarmante che ha portato all’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale, come previsto dalla normativa vigente, che impone lo stop in caso di superamento della soglia del 10% di lavoratori irregolari presenti. Oltre al fermo dell’azienda, sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 52.000 euro.
L’operazione rientra in un piano di controlli più ampio, volto a contrastare in maniera sistematica il caporalato e a verificare il rispetto delle normative in materia di sicurezza, salute e regolarità contrattuale all’interno delle aziende agricole. «La tutela del lavoro passa anche dalla presenza costante dello Stato nei luoghi in cui più facilmente si annidano fenomeni di sfruttamento», fanno sapere dal Comando Provinciale dei Carabinieri.
La scelta di concentrare l’attenzione su Acate non è casuale. La zona, infatti, è nota per l’intensa attività agricola e per la presenza diffusa di manodopera stagionale, spesso esposta a condizioni lavorative al limite della legalità. Gli accertamenti effettuati hanno evidenziato, ancora una volta, una realtà dove il lavoro nero continua a rappresentare una piaga diffusa e sistemica.
L’Arma dei Carabinieri ribadisce il proprio impegno in questo settore, che rappresenta una delle priorità strategiche dell’attività di controllo sul territorio. Un impegno che affonda le radici in oltre un secolo di presenza al fianco dei lavoratori e che, oggi, si carica di rinnovata urgenza, anche alla luce dei numerosi incidenti sul lavoro registrati a livello nazionale. Un tema che lo stesso Presidente della Repubblica ha più volte richiamato come dramma civile e morale per il Paese.
I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, soprattutto in vista dell’arrivo della stagione estiva, che vede aumentare il ricorso a manodopera agricola e l’intensificarsi delle attività nelle serre. Proprio in questi ambienti si concentra una delle criticità maggiori: le condizioni microclimatiche estreme. Durante i mesi caldi, le temperature interne alle serre possono superare i 40 gradi, trasformando le ore di lavoro in una vera e propria prova di resistenza fisica. Da qui l’importanza di verificare non solo i contratti, ma anche le condizioni materiali in cui gli operai sono costretti a lavorare.
L’obiettivo, fanno sapere i Carabinieri, è duplice: da un lato, garantire la legalità e il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori; dall’altro, tutelare gli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole e che si trovano spesso penalizzati dalla concorrenza sleale di chi sfrutta il lavoro sommerso.
La presenza costante sul territorio e la collaborazione con le istituzioni locali e le organizzazioni di categoria rappresentano strumenti essenziali per riportare legalità, dignità e giustizia sociale nelle campagne siciliane.



