La notte di San Silvestro ha regalato un’Italia a due velocità, ma ribaltando completamente i cliché e le narrazioni tradizionali che hanno spesso dipinto il Mezzogiorno come una “zona di guerra” durante i festeggiamenti di fine anno. I dati diffusi dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco all’alba del primo gennaio 2026 raccontano una storia nuova, fatta di responsabilità e prevenzione: il Sud, storicamente osservato speciale per l’uso massiccio e talvolta imprudente dei botti, si scopre quest’anno l’area più sicura del Paese, lasciando alle regioni del Nord il triste primato dei roghi e delle emergenze.
Il bilancio nazionale parla di un miglioramento generale, con 770 interventi complessivi per incendi riconducibili ai festeggiamenti, in netto calo rispetto agli 882 dell’anno precedente. Ma è scendendo lungo lo Stivale che i numeri assumono il valore di una vera e propria rivoluzione culturale. La Sicilia, con soli 16 interventi in tutta l’isola, si posiziona come un modello di virtuosità, lontana anni luce dalle cronache del passato. Ancora meglio hanno fatto le altre regioni meridionali, che si attestano come “fanalini di coda” in questa speciale classifica, ma nell’accezione più positiva del termine: la Basilicata ha registrato appena 8 chiamate, la Calabria si è fermata a 6, e il Molise – insieme alla Sardegna – ha raggiunto l’obiettivo perfetto di “quota zero”, senza alcun intervento rilevante segnalato ai pompieri.
Questi dati testimoniano il successo delle massicce campagne di prevenzione e sensibilizzazione messe in atto nelle settimane precedenti il Capodanno. Le ordinanze sindacali, i controlli serrati delle forze dell’ordine contro il mercato illegale dei fuochi d’artificio e, soprattutto, una maturata coscienza civica dei cittadini, hanno creato un argine efficace contro i rischi. Laddove un tempo le sirene coprivano i brindisi, quest’anno ha prevalso la voglia di festeggiare in sicurezza, dimostrando che la tradizione non deve necessariamente fare rima con pericolo.
La mappa delle criticità si è dunque spostata decisamente verso il Settentrione. La maglia nera per numero di roghi e interventi va infatti all’Emilia Romagna, che con 114 chiamate guida la classifica nazionale, seguita a un’incollatura dalla Lombardia con 113 interventi. Numeri alti anche per il Veneto e il Trentino Alto Adige (77), mentre la Campania e la Toscana si assestano a quota 69.
Il quadro che emerge da questo Capodanno 2026 è inequivocabile: nel Sud Italia hanno funzionato le misure preventive.



