Lavoratori sfruttati e norme di sicurezza completamente ignorate. È un quadro allarmante quello che emerge dall’ultima ondata di controlli effettuata dai Carabinieri del Nucleo Operativo del Comando Gruppo Tutela Lavoro di Palermo e del N.I.L. di Agrigento. Nello scorso fine settimana, un’operazione congiunta nelle province di Palermo e Agrigento ha passato al setaccio tre aziende, due nel delicato settore edile e una in quello turistico-alberghiero, scoperchiando una realtà di grave irregolarità: su 21 lavoratori identificati, ben 14 sono risultati irregolari. L’intervento ha portato a sanzioni per un totale di oltre 52.000 euro e all’adozione di provvedimenti urgenti per fermare le attività in condizioni di palese pericolo.
L’azione dei militari, condotta in sinergia con l’Arma territoriale, si inserisce in una strategia più ampia di contrasto al lavoro sommerso e, soprattutto, di prevenzione degli infortuni, una piaga che continua a mietere vittime in tutta Italia. La lente d’ingrandimento si è concentrata su settori notoriamente a rischio, dove il rispetto delle norme giuslavoristiche e delle leggi sulla salute e sicurezza dovrebbe essere massimo. La realtà scoperta, invece, parla di un diffuso sprezzo per le regole e per l’incolumità dei dipendenti.
I lavoratori “irregolari” non erano semplicemente “in nero”, ma impiegati con modalità difformi da quanto previsto dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di riferimento. Ma è sul fronte della sicurezza che sono emerse le violazioni più gravi e ricorrenti. I controlli hanno accertato una lista di mancanze che mette i brividi: dalla mancata formazione specifica dei lavoratori, essenziale per operare in sicurezza, all’omessa sorveglianza sanitaria, che lascia i dipendenti senza alcuna tutela medica periodica.
Inoltre, è stata riscontrata la mancata consegna dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.), l’assenza di servizi igienico-sanitari idonei e cantieri privi di una recinzione adeguata a prevenire l’accesso di estranei. A rendere il quadro ancora più critico, la totale assenza nei luoghi di lavoro di figure chiave come gli addetti alle emergenze, al primo soccorso e all’antincendio, figure obbligatorie per legge e fondamentali in caso di incidente.
Di fronte a queste palesi violazioni, i Carabinieri hanno immediatamente emesso a carico dei responsabili aziendali dei provvedimenti prescrittivi. Tali misure impongono l’immediata sospensione delle attività lavorative, che potranno riprendere solo ed esclusivamente dopo il ripristino delle condizioni di sicurezza a norma di legge. L’Arma dei Carabinieri ha già annunciato che i controlli proseguiranno serrati anche nei prossimi giorni, a testimonianza di un impegno costante per reprimere condotte che mettono a rischio la vita dei lavoratori, in un momento storico segnato dal crescente e drammatico numero di morti “bianche” su tutto il territorio nazionale.



