Sulla carta non esistevano, eppure al loro interno ospitavano 18 anziani. Un business dell’assistenza completamente “fantasma”, che operava al di fuori di ogni regola e controllo. È la scoperta fatta a Canicattì dagli agenti del locale Commissariato di Polizia, che al termine di una serie di controlli mirati hanno messo i sigilli a due strutture residenziali per anziani totalmente abusive e hanno denunciato i rispettivi titolari.
L’operazione, condotta in collaborazione con il dirigente medico del Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Siav) del Comune, ha passato al setaccio tre diverse strutture private della città. Solo una di queste è risultata in regola, munita di tutte le autorizzazioni regionali e regolarmente iscritta all’Albo comunale.
Le altre due, invece, operavano in una condizione di totale illegalità. Pur essendo completamente prive di qualsiasi autorizzazione al funzionamento, al momento del controllo ospitavano rispettivamente 12 e 6 persone anziane. Un totale di 18 ospiti la cui sicurezza e qualità dell’assistenza non erano garantite da alcuna supervisione da parte delle autorità competenti.
Operare senza autorizzazione, infatti, non è una semplice mancanza burocratica. Significa agire in un vuoto di controlli che riguardano aspetti fondamentali: dall’idoneità igienico-sanitaria delle cucine e delle stanze, alla sicurezza strutturale dell’edificio, fino alla qualifica professionale del personale impiegato per l’assistenza. Un rischio enorme, scaricato interamente sulla pelle di una delle fasce più fragili della popolazione.
Alla luce delle gravi irregolarità riscontrate, per i titolari delle due strutture abusive è scattata la segnalazione all’Autorità Giudiziaria. Questo blitz accende un faro su un fenomeno sommerso e pericoloso, quello di un “mercato nero” dell’assistenza che specula sui bisogni degli anziani e delle loro famiglie. Un’operazione che riafferma l’importanza della vigilanza costante per proteggere i più deboli e per garantire che la cura sia sempre sinonimo di sicurezza e legalità.



