CALTANISSETTA — Non accettava la fine della relazione e ha trasformato il rifiuto della ex compagna in una spirale di molestie e intimidazioni. Per questo motivo, un uomo di 34 anni è stato raggiunto da una misura cautelare disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Procura, e ora dovrà indossare il cosiddetto braccialetto elettronico.
L’ordinanza, eseguita l’11 giugno dalla Squadra Mobile, arriva al termine di un’indagine che ha documentato numerose condotte persecutorie poste in essere dal 34enne. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo non si sarebbe rassegnato alla conclusione della relazione con la donna, perseguitandola con telefonate, pedinamenti, insulti e pressioni continue. Un comportamento reiterato, aggravato dal controllo ossessivo delle sue frequentazioni e dei suoi spostamenti.
Il giudice ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza, disponendo così il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei abitualmente frequentati. La misura cautelare è stata estesa anche alle due figlie minori della donna, con il divieto assoluto per l’indagato di comunicare con loro in qualsiasi forma, anche indiretta.
A rafforzare il provvedimento, il magistrato ha ordinato l’attivazione del braccialetto elettronico, strumento che consente un monitoraggio costante e in tempo reale del rispetto delle distanze imposte. Una misura che mira a tutelare concretamente l’incolumità fisica e psicologica della vittima e dei suoi familiari.
Il caso conferma l’importanza dell’azione tempestiva delle autorità nell’affrontare i reati di genere, in un contesto in cui troppo spesso le condotte persecutorie sfociano in episodi ben più gravi. La tutela delle vittime passa anche attraverso strumenti preventivi efficaci, che possono fare la differenza tra la paura e la sicurezza.



