CALTANISSETTA — Momenti di terrore all’ospedale Sant’Elia nel pomeriggio di sabato 27 settembre. Un ascensore è precipitato dal terzo piano fino al piano -1, dopo un allentamento dei cavi. A bordo c’era una dipendente dell’Asp, una portantina, che stava scendendo verso il blocco operatorio quando la cabina ha improvvisamente perso quota. Le grida della donna hanno richiamato l’attenzione di altri operatori sanitari presenti nei corridoi.
Per liberarla è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco, che hanno raggiunto il vano ascensore e proceduto alle manovre di apertura in sicurezza. Una volta estratta, la lavoratrice è stata trasferita d’urgenza al pronto soccorso dello stesso presidio e sottoposta a esami diagnostici, dai quali sarebbero emerse fratture alle gambe. La paziente, fortemente scossa, è stata assistita dal personale medico e infermieristico in servizio.
L’incidente si è verificato nel cuore dell’attività ospedaliera, lungo un percorso cruciale per i collegamenti interni con il blocco operatorio, e ha generato comprensibile apprensione tra gli operatori. Secondo la ricostruzione resa disponibile nell’immediatezza, la causa sarebbe riconducibile a un cedimento/allentamento dei cavi dell’impianto. Ulteriori accertamenti tecnici saranno necessari per chiarire con precisione la dinamica e le eventuali responsabilità, nonché per definire gli interventi indispensabili al ripristino delle condizioni di piena sicurezza.
In attesa delle verifiche, l’episodio riporta al centro il tema della manutenzione degli impianti elevatori in ambito sanitario, dove l’affidabilità delle infrastrutture non è solo una questione di efficienza, ma un fattore determinante di sicurezza sul lavoro e continuità dei servizi. L’ascensore coinvolto, utilizzato quotidianamente da personale e pazienti per gli spostamenti tra i reparti, costituisce un nodo essenziale della logistica interna: guasti o malfunzionamenti possono tradursi in rischi elevati per utenti e operatori.
Nelle ore successive all’accaduto, l’attenzione è rimasta concentrata sulle condizioni della dipendente e sullo stato dell’impianto. La priorità, oltre all’assistenza sanitaria alla lavoratrice, è il ripristino in sicurezza dei percorsi verticali e la valutazione dello stato degli altri ascensori in uso, per prevenire il ripetersi di situazioni analoghe.
Il grave incidente al Sant’Elia, per fortuna senza esiti irreparabili, è un monito sull’importanza di controlli puntuali e procedure rigorose: in un ospedale, ogni segmento dell’infrastruttura — dagli ascensori alle reti tecnologiche — è parte integrante del diritto alla cura e alla sicurezza di chi vi lavora e di chi vi accede.



