Per un istante, solo un istante, i soccorritori hanno pensato di aver vinto. Sulle colline di contrada Buonriposo, a Calascibetta, il fumo si diradava e il crepitio delle fiamme sembrava affievolirsi. Un sospiro di sollievo, l’illusione della vittoria prima della beffa. Il fuoco, come un predatore astuto, non era stato domato; si era solo ritirato, trovando un nuovo, terribile alleato in un canalone nascosto per tornare a colpire con una furia raddoppiata.
È la cronaca di una battaglia estenuante, quella che da ore vede impegnati Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Forestale nel cuore della Sicilia. La giornata era iniziata con la speranza di contenere un rogo vasto ma apparentemente gestibile. Ma la topografia del terreno ha cambiato le regole del gioco. Il canalone ha agito come un camino, un acceleratore naturale che ha trasformato un incendio in una tempesta di fuoco, proiettando le fiamme in aree prima irraggiungibili per i mezzi a terra.
Di fronte a questa imprevista e violenta escalation, è stato necessario chiamare la cavalleria dal cielo. La richiesta di supporto aereo si è resa non più opzionale, ma indispensabile. Solo i lanci mirati dall’alto potevano sperare di spezzare l’impeto del fronte di fuoco e dare respiro alle squadre a terra, che nel frattempo erano state rinforzate con due squadre della Forestale.
Mentre la lotta tra l’uomo e il fuoco prosegue, il paesaggio porta già le cicatrici nere di questa guerra. Ettari di macchia mediterranea, un patrimonio di biodiversità, sono stati cancellati, ridotti in cenere. Una ferita profonda per il territorio di Calascibetta, la cui causa resta ancora avvolta nel mistero: una tragica fatalità, un atto di negligenza o la mano criminale di un piromane?
Per ora, non ci sono risposte, solo la certezza di una battaglia che andrà avanti fino all’ultimo focolaio. Un primo, durissimo banco di prova per la Sicilia, che con l’arrivo di giugno entra ufficialmente nella sua stagione più calda e fragile, sapendo che quella di Calascibetta è solo la prima di molte lotte da combattere.



