Credevano forse di averla fatta franca, di essere svaniti nel nulla dopo quel colpo violento. Ma le indagini dei Carabinieri, pazienti e meticolose, sono andate avanti per tre mesi, fino a chiudere il cerchio. Due giovani di Paternò sono stati fermati, ritenuti gli autori della rapina da 50.000 euro messa a segno lo scorso 3 aprile ai danni di una gioielleria nel centro di Belpasso. Si cerca ora un terzo complice.
L’operazione è il risultato di un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Belpasso e della Compagnia di Paternò. Il loro lavoro è iniziato quel pomeriggio di aprile, quando un commando di uomini, armati e con il volto travisato, aveva fatto irruzione nella gioielleria di via Vittorio Emanuele.
Non era stata una rapina “pulita”. I malviventi avevano ingaggiato una violenta colluttazione con il titolare, che nel tentativo di difendere la sua attività era rimasto ferito, tanto da dover essere soccorso da un’ambulanza del 118 e trasportato in ospedale. I ladri erano poi fuggiti con un bottino ingente, circa 50.000 euro in gioielli.
Da quel giorno, gli investigatori hanno lavorato nell’ombra, raccogliendo elementi, analizzando testimonianze e probabilmente immagini di videosorveglianza, fino a quando i sospetti si sono concentrati sui due giovani paternesi. Raccolto un quadro indiziario ritenuto grave e concordante, i militari hanno proceduto al fermo.
I due sono ora accusati di rapina aggravata in concorso. Ma il lavoro dei Carabinieri non è finito. Dalle indagini è emersa la presenza di un terzo uomo, un complice che avrebbe partecipato al colpo. Le forze dell’ordine sarebbero già sulle sue tracce e la sua cattura potrebbe essere questione di poco tempo.
Si chiude così, almeno in parte, una vicenda che aveva destato grande allarme a Belpasso, non solo per il valore economico del bottino, ma soprattutto per la violenza usata nei confronti del commerciante.



