PALERMO – L’ombra del virus del Nilo Occidentale (West Nile) si allunga sulla Sicilia. Un caso sospetto è stato registrato a Palermo, dove un paziente, ricoverato ieri pomeriggio al Policlinico “Paolo Giaccone” per un quadro clinico complesso e diverse patologie preesistenti, è risultato debolmente positivo a un primo test per l’infezione. L’ospedale mantiene la massima cautela, sottolineando che il risultato dovrà essere confermato da ulteriori e più approfonditi esami nei prossimi giorni, ma la macchina della sorveglianza sanitaria è già scattata.
Il paziente è attualmente tenuto sotto stretta osservazione nel nosocomio palermitano. Secondo quanto comunicato dalla stessa azienda ospedaliera, nel corso degli accertamenti diagnostici volti a comprendere le cause del suo stato di salute, i medici hanno deciso di eseguire anche il test specifico per il virus West Nile, un’infezione trasmessa all’uomo esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette. L’esito di questo primo screening avrebbe dato quello che è stato definito un “flebile responso positivo”, un segnale troppo debole per una diagnosi certa, ma sufficiente a far scattare il protocollo di verifica e a isolare il potenziale caso.
La febbre del Nilo Occidentale è una malattia virale che nella stragrande maggioranza dei casi (circa l’80%) si manifesta in forma asintomatica. Nel restante 20% dei casi, i sintomi possono essere lievi e simili a quelli di un’influenza, come febbre, mal di testa, nausea e sfoghi cutanei. Solo in una percentuale molto bassa, inferiore all’1%, la malattia può evolvere in forme neurologiche più gravi, che possono colpire persone anziane o con un sistema immunitario già compromesso.
È proprio la condizione di fragilità del paziente ricoverato a tenere alta l’attenzione dei sanitari. Il periodo di incubazione della malattia, infatti, varia tipicamente dai 2 ai 14 giorni dal momento della puntura della zanzara, ma in soggetti con difese immunitarie deboli, questo lasso di tempo può estendersi fino a 21 giorni, rendendo più complessa la tracciabilità dell’eventuale contagio.
Al momento, le autorità sanitarie attendono l’esito dei test di conferma per poter avere un quadro definitivo. Qualora il caso venisse confermato, si attiverebbero tutte le procedure di sanità pubblica previste a livello regionale e nazionale per il monitoraggio e il controllo della circolazione del virus, che includono la disinfestazione delle aree a rischio e campagne di informazione per la popolazione sulle misure di prevenzione, come evitare i ristagni d’acqua e utilizzare repellenti specifici.



