AGRIGENTO — Un grave incidente ha scosso all’alba la zona del Villaggio Mosè, ad Agrigento. Un minore è precipitato dal tetto del Grand Hotel dei Templi, struttura in stato di abbandono da anni, riportando ferite gravi. Erano circa le 5.30 quando un senzatetto, che da tempo occupa i locali fatiscenti dell’edificio insieme ai suoi cani, ha lanciato l’allarme dopo aver assistito alla drammatica scena.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il giovane sarebbe entrato nell’ex albergo eludendo le recinzioni di sicurezza e avrebbe raggiunto i piani superiori. Per ragioni non ancora chiarite, è poi precipitato da un’altezza considerevole, compiendo un volo di diversi metri prima di schiantarsi al suolo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno stabilizzato il minore e lo hanno trasportato in codice rosso all’ospedale San Giovanni di Dio. Le sue condizioni sono giudicate gravi.
L’area è stata raggiunta anche dai vigili del fuoco, dalle Volanti della Questura di Agrigento e dagli agenti della Squadra Mobile, che hanno avviato le indagini sotto il coordinamento del sostituto procuratore di turno, il quale ha già disposto il sequestro dell’intero perimetro dell’ex hotel.
La dinamica dell’incidente è ancora tutta da chiarire: gli inquirenti stanno analizzando le testimonianze e le immagini eventualmente registrate dalle telecamere presenti nella zona, per capire cosa abbia portato il ragazzo a trovarsi sul tetto di un edificio pericolante nel cuore della notte.
Il Grand Hotel dei Templi, un tempo punto di riferimento per il turismo nella Valle dei Templi, è oggi un rudere dimenticato, teatro frequente di intrusioni e occupazioni abusive. L’episodio odierno riapre una ferita mai rimarginata per la città, sollevando interrogativi sulla gestione degli immobili abbandonati e sul livello di sicurezza garantito in zone dove il degrado urbano si mescola all’emarginazione sociale.
In attesa di ulteriori sviluppi, le autorità ribadiscono l’appello alla cittadinanza, in particolare ai più giovani, di non accedere a strutture pericolanti, spesso trasformate in trappole mortali.



