I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno portato alla luce un’evasione fiscale da oltre un milione di euro nel settore dei voli aerotaxi, a seguito di una complessa attività di controllo condotta presso l’aeroporto “Falcone e Borsellino”. L’indagine, avviata dalla Compagnia di Palermo-Punta Raisi, si inserisce nel quadro delle operazioni mirate a verificare l’effettivo pagamento dell’imposta erariale sui voli privati, introdotta nel 2011 come tributo ambientale.
La normativa prevede che l’imposta, determinata in base alla distanza percorsa da ciascun passeggero, sia versata dai vettori aerei per conto dei clienti: 10 euro per tratte inferiori a 100 km, 100 euro sotto i 1.500 km, e 200 euro per distanze maggiori.
Nel corso dell’attività ispettiva, sono stati analizzati oltre 3.400 voli e circa 12.000 passeggeri, per un totale di 184 vettori monitorati. L’incrocio tra le Dichiarazioni Uniche del Vettore e la documentazione contabile ha permesso di accertare irregolarità in oltre l’83% dei casi, con 154 vettori non in regola. Alcuni degli operatori coinvolti hanno sede in paesi extraeuropei come Stati Uniti, Brasile, Cina, Corea del Sud e Sud Africa.
Il debito fiscale accertato ammonta a 873.323 euro, cui si aggiungono sanzioni per un totale complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. Solo 30 vettori risultano in regola fin dall’inizio, mentre 14 hanno provveduto al pagamento dopo la contestazione, beneficiando delle riduzioni previste dalla normativa.
L’operazione conferma l’efficacia dell’azione della Guardia di Finanza nel presidiare un settore ad alto rischio di evasione, tutelando il bilancio dello Stato e promuovendo il rispetto degli obblighi fiscali anche in ambiti economici spesso poco tracciati.



