È finita con le manette una corsa che, secondo gli investigatori, aveva un carico ben più pesante dei chilometri. La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino albanese del 1978, fermato sulla A18 Messina–Catania nei pressi del casello di San Gregorio, dopo un controllo della Squadra Mobile etnea organizzato nell’ambito di servizi mirati contro l’illegalità diffusa nel capoluogo e nell’hinterland. Per l’indagato, vale la presunzione d’innocenza sino a sentenza definitiva.
Il posto di controllo era stato predisposto su un’arteria strategica del traffico automobilistico siciliano. Tra i veicoli fermati, una Renault Scenic grigia con a bordo un uomo dell’Est Europa. Il comportamento insofferente durante le verifiche e le giustificazioni ritenute incongruenti dai poliziotti hanno trasformato un accertamento ordinario in un’operazione più approfondita: dalla perquisizione personale si è passati a quella del mezzo, estesa abitacolo e sedili.
È stato allora che gli agenti hanno scoperto ciò che non si vede a colpo d’occhio: due vani ricavati ad arte sotto i sedili anteriori, lato conducente e passeggero. All’interno, ben allineati, ventiquattro panetti di cocaina per un peso complessivo di 27,60 chilogrammi. Sui blocchi spiccavano due marchi, “Bugatti” e “Boss”, spesso utilizzati dai trafficanti come sigilli di riconoscimento delle partite. Nel dettaglio, sette panetti con logo “Bugatti”, ciascuno da 1,150 chilogrammi (totale 8,05 kg), e altri diciassette con il marchio “Boss”, sempre da 1,150 chilogrammi (totale 19,55 kg). Numeri che, da soli, spiegano la portata del sequestro e la cura posta nel tentativo di occultamento.
La cocaina è stata sequestrata insieme alla Renault Scenic utilizzata per il trasporto e a due smartphone rinvenuti all’indagato. Conclusi gli adempimenti di rito in Questura, l’uomo è stato condotto alla casa circondariale “Piazza Lanza” di Catania, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari. Le contestazioni riguardano la detenzione di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente: sarà ora il procedimento, con le verifiche tecniche e le valutazioni giudiziarie del caso, a stabilire responsabilità e contorni esatti della vicenda.
Per la Squadra Mobile, il fermo rappresenta un tassello in un mosaico di controlli che nelle ultime settimane ha intensificato l’attenzione sugli assi viari principali. Sulla A18, snodo che unisce lo Stretto alla città etnea, la prevenzione passa anche dalla capacità di intercettare segnali minimi — un nervosismo di troppo, una versione che non torna — e trasformarli in indizi concreti. Stavolta quei segnali hanno condotto a un doppio fondo e a un carico che, se fosse arrivato a destinazione, avrebbe alimentato le rotte dello spaccio. La cronaca, intanto, si ferma ai fatti accertati: un sequestro record e un arresto su cui ora si pronuncerà la magistratura.



