Riesi (Caltanissetta) – Un nuovo presidio di legalità e di vicinanza alle vittime di violenza nasce nel cuore del territorio nisseno. Nella giornata di ieri, 28 novembre, in concomitanza con la campagna mondiale “Orange the World” promossa dalle Nazioni Unite e da UN Women – che ha visto anche quest’anno molte caserme dell’Arma illuminarsi di arancione – è stata inaugurata presso la Stazione Carabinieri di Riesi la “Stanza tutta per Sé”, uno spazio dedicato all’accoglienza protetta delle donne vittime di violenza e delle persone in condizioni di particolare vulnerabilità.
L’ambiente, realizzato e allestito grazie al finanziamento del Soroptimist International d’Italia, dà concreta attuazione sul territorio al Protocollo d’Intesa siglato a livello nazionale tra l’Arma dei Carabinieri e il Soroptimist, sottoscritto per la prima volta nel 2015 e rinnovato lo scorso 7 novembre dal Comandante Generale dei Carabinieri, generale C.A. Salvatore Luongo, e dalla presidente nazionale del Soroptimist, Adriana Macchi. L’ultimo aggiornamento dell’accordo, che amplia quello del 2022, introduce anche il progetto “Una stanza tutta per sé… portatile”: un kit dotato di notebook e microtelecamera integrata per la registrazione audio-video di denunce ed escussioni, destinato ai reparti dell’Arma anche laddove non sia ancora disponibile una stanza dedicata all’ascolto protetto.
L’obiettivo è chiaro: creare in tutta Italia luoghi idonei, accoglienti e riservati, in grado di attenuare il trauma del racconto e accompagnare le vittime nel momento delicatissimo della denuncia, spesso decisivo per interrompere un ciclo di violenze. La nuova stanza di Riesi si inserisce proprio in questa rete, pensata per rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e domestica, soprattutto nei centri in cui la Stazione Carabinieri rappresenta l’unico presidio di sicurezza sul territorio.
All’inaugurazione hanno preso parte le massime autorità civili e militari della provincia, a conferma di un impegno condiviso nel presidio dei diritti e della tutela delle persone più fragili. In apertura sono intervenute le presidenti dei club Soroptimist di Caltanissetta, Gela e Niscemi – Laura Corso, Laura Cannilla e Silvia Milletari – che hanno richiamato lo sforzo costante dell’associazione nella diffusione di una cultura della prevenzione e nel sostegno concreto alle donne che denunciano.
Il Comandante provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta ha quindi illustrato i contenuti del Protocollo d’Intesa con il Soroptimist, soffermandosi sulla sinergia sviluppata con i club del territorio e sull’importanza di disporre, all’interno delle caserme, di ambienti “familiari” e non intimidatori. Nel corso dell’intervento sono stati ricordati i risultati dei dieci anni di collaborazione tra Arma e Soroptimist: oltre 200 locali dedicati all’ascolto protetto aperti nelle caserme italiane, sei dei quali oggi operativi in provincia di Caltanissetta, inclusa la nuova stanza di Riesi, dopo quelle di Caltanissetta, Gela, Mazzarino, Niscemi e la Tenenza di San Cataldo.
Dopo i saluti del rappresentante del Prefetto di Caltanissetta, la presidente nazionale del Soroptimist, Adriana Macchi, ha ripercorso genesi, obiettivi e sviluppi del progetto “Una Stanza Tutta per Sé”, mettendone in evidenza il valore sociale e l’impatto sul tessuto locale.
Successivamente le autorità presenti, tra cui il sindaco di Riesi, Salvatore Emiliano Sardella, si sono spostate davanti all’ingresso del nuovo spazio d’ascolto: qui sono stati scoperti la targa apposta accanto alla porta e il nastro nei colori blu e giallo del Soroptimist, simbolo dell’inaugurazione ufficiale, accompagnata dalla benedizione di don Salvatore Giuliana, vicario foraneo della parrocchia SS. Salvatore.
A suggellare ulteriormente la collaborazione tra Arma e Soroptimist, la presidente nazionale ha consegnato al comandante della Stazione Carabinieri di Riesi la valigetta portatile, dotata di notebook e microcamera, che consentirà di raccogliere denunce e testimonianze anche in contesti esterni agli uffici, mantenendo le stesse garanzie di riservatezza e tutela. Un ulteriore strumento, al servizio di chi trova il coraggio di chiedere aiuto, in un territorio che da oggi può contare su un presidio in più a difesa della dignità e della sicurezza delle vittime di violenza.



