PALERMO — L’eleganza sobria di Villa Airoldi ha fatto da cornice alla cerimonia con cui l’Ordine dei farmacisti di Palermo ha reso omaggio ai colleghi che hanno raggiunto il traguardo dei quarant’anni di attività. Un appuntamento sentito, organizzato dal presidente dell’Ordine, dott. Mario Bilardo, per riconoscere pubblicamente una vita professionale spesa dietro il banco, tra ricette, consigli e responsabilità quotidiane verso i cittadini. Il premio, consegnato ai professionisti presenti, ha condensato in un gesto simbolico decenni di servizio alla comunità, tra cambiamenti normativi, innovazioni terapeutiche e quella relazione di fiducia con i pazienti che resta il cuore della farmacia territoriale.
L’apertura dei lavori è stata affidata ai saluti istituzionali del dott. Bilardo, che ha ricordato il valore sociale—oltre che sanitario—della professione, capace di tenere insieme prossimità, competenza e continuità assistenziale. In platea e sul palco hanno portato il loro contributo il direttore del Servizio farmaceutico dell’Asp di Palermo, dott. Maurizio Pastorello, e Roberto Tobia, presidente Utifarma a Palermo, figura di riferimento per le politiche professionali e per la formazione continua dei farmacisti. A sottolineare il rilievo cittadino dell’evento la presenza del sindaco Roberto Lagalla, che ha rimarcato il ruolo della rete delle farmacie nella prevenzione e nell’educazione alla salute.
Accanto alle autorità locali, hanno preso parte il dott. Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dipartimento per le Attività sanitarie della Regione Siciliana, il dott. Maurizio Pace, direttore della F.O.F.I, e il dott. Alessandro Anello, assessore del Comune di Palermo e consigliere comunale. Nel corso della cerimonia è stato ricordato come la farmacia di comunità, in questi quarant’anni, sia passata dall’essere presidio dispensativo a vero front office del Servizio sanitario: screening, aderenza terapeutica, presa in carico dei cronici, campagne vaccinali e servizi digitali sono diventati parte di una pratica quotidiana sempre più qualificata.
Un momento particolarmente intenso è stato dedicato al dott. Gino Giordano, salutato con affetto dal presidente Bilardo e dalla platea. La sua storia professionale è diventata nel tempo un piccolo paradigma della “farmacia di prossimità”: radici nei Monti Sicani, a Prizzi, e un modo di intendere la cura che rompe la misura del mero esercizio per farsi ascolto, relazione, presenza nei giorni ordinari e in quelli difficili. Raccontare Giordano significa raccontare un farmacista che ha saputo coniugare rigore e umanità, la scienza e il tempo dedicato alle persone, in un contesto di provincia che chiede alla farmacia di essere presidio sanitario e, insieme, comunità. Un modello che oggi, in una Palermo metropolitana, continua a parlare: la “cura oltre il tempo” come responsabilità civile, come stile professionale capace di resistere alle semplificazioni e di illuminare il senso profondo del mestiere.
Tra riconoscimenti e strette di mano, la serata di Villa Airoldi ha lasciato l’immagine di una professione che non si limita a contare gli anni, ma li riempie di significato: il farmacista come sentinella della salute pubblica, alleata del sistema sanitario, interprete di bisogni nuovi in una città che cambia. A chi ha spento le quaranta candeline della propria carriera, Palermo ha restituito un grazie: per la competenza, per la pazienza, per quel dialogo quotidiano che—molto più di ogni statistica—misura la solidità del rapporto tra cittadini e istituzioni sanitarie. E se il futuro della sanità passa dalla prossimità, la celebrazione lo ha ricordato con chiarezza: nei volti dei premiati, nella presenza delle istituzioni, nella promessa di una farmacia sempre più vicina alla vita reale delle persone.



