Tra le bancarelle di un mercato rionale di Mazara del Vallo, tra frutta, verdura e prodotti tipici, si nascondeva un fiorente commercio illegale. T-shirt e bermuda delle marche più desiderate, da Nike e Adidas a Fendi e Moschino, venduti a prezzi stracciati. Un’offerta troppo allettante per essere vera, e infatti non lo era. Un’operazione della Guardia di Finanza ha smantellato il banco del falso, sequestrando oltre 750 capi di abbigliamento contraffatti e denunciando due venditori ambulanti.
L’intervento rientra in un più ampio piano di intensificazione dei controlli economici del territorio disposto dal Comando Provinciale di Trapani. I militari della Tenenza di Mazara del Vallo, durante un pattugliamento, hanno focalizzato la loro attenzione su due bancarelle che esponevano una quantità sospetta di abbigliamento “griffato”. La merce, sebbene presentasse alcune piccole imperfezioni per un occhio esperto, era realizzata con una cura tale da poter facilmente ingannare un acquirente, convinto di fare un affare acquistando un prodotto autentico.
La varietà dei marchi riprodotti testimonia l’organizzazione del business illecito: dai classici sportivi come Adidas e Nike, a brand di lusso come Fendi e Moschino, passando per nomi di tendenza come Palm Angels, EA7 e Tommy Hilfiger. Un vero e proprio catalogo del falso pronto a invadere il mercato locale con l’avvicinarsi della stagione estiva.
Di fronte all’evidenza della contraffazione, le Fiamme Gialle hanno immediatamente ritirato tutti i prodotti dalla vendita, sottoponendoli a sequestro, misura poi convalidata dall’Autorità Giudiziaria. Per i due venditori ambulanti è scattata una segnalazione alla Procura della Repubblica di Marsala. Le accuse sono pesanti: introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, un reato che presuppone la consapevolezza di ricevere merce di provenienza illecita.
L’operazione, come sottolinea la Guardia di Finanza, ha un duplice obiettivo. Da un lato, proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori, poiché i prodotti contraffatti non rispettano gli standard di sicurezza imposti dalle normative. Dall’altro, tutelare gli operatori economici onesti, che ogni giorno rispettano le regole e si trovano a subire la concorrenza sleale di chi opera nell’illegalità. Sebbene per i due denunciati viga la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, il maxi-sequestro rappresenta un duro colpo al mercato del falso e riafferma l’impegno costante delle istituzioni a difesa della legalità economica.



