PATERNÒ – Il Consiglio comunale di Paternò è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. La decisione è stata assunta dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha contestualmente disposto l’affidamento della gestione dell’ente a una commissione straordinaria per 18 mesi, con la possibilità di una proroga di ulteriori sei. La notizia è stata confermata dal sindaco Nino Naso.
Il provvedimento arriva al termine di un percorso ispettivo avviato dopo l’operazione antimafia “Athena”, condotta nell’aprile 2024 dai carabinieri della Compagnia di Paternò. Proprio quell’inchiesta aveva indotto l’allora prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi, a formalizzare un accesso ispettivo antimafia al Comune, finalizzato a verificare l’eventuale condizionamento dell’attività amministrativa da parte della criminalità organizzata.
Sulla base delle risultanze di quell’accesso, il Viminale ha ritenuto sussistenti i presupposti per l’applicazione della misura di scioglimento per infiltrazioni mafiose, uno degli strumenti più incisivi previsti dall’ordinamento per intervenire nei casi in cui si ritenga compromessa la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento dell’amministrazione.
Con la delibera del Consiglio dei ministri, l’organo consiliare decade e la guida del Comune viene ora affidata a una terna di funzionari nominati dal ministero dell’Interno, chiamati a garantire la continuità amministrativa, il risanamento delle procedure interne e il ripristino di condizioni di piena legalità nella gestione dell’ente.
Per Paternò si apre una fase commissariale che, nelle intenzioni del governo, dovrà servire a interrompere eventuali ingerenze esterne e a ricostruire un quadro istituzionale ritenuto esposto al rischio di condizionamenti criminali. Fino alla scadenza del mandato della commissione straordinaria, non saranno in carica né il Consiglio comunale né gli organi politici ordinari, in attesa del ritorno alle urne.
Il provvedimento arriva in un contesto già segnato dall’impatto dell’operazione “Athena” sul tessuto cittadino e si inserisce in una strategia nazionale che utilizza lo scioglimento degli enti locali come misura estrema nei territori in cui le istituzioni appaiono vulnerabili alle pressioni delle organizzazioni mafiose. Per la comunità paternese si tratta di un passaggio delicato, che chiama in causa non solo i vertici istituzionali ma anche il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione, da ricostruire in una prospettiva di trasparenza e responsabilità.



