Le voci, i colori, i profumi. Lo storico mercato di piazza Carlo Alberto a Catania, la celebre “Fera o Luni”, è da sempre il cuore pulsante e verace della città. Ma dietro la facciata folkloristica, a volte, si nasconde un’ombra, un mercato parallelo che opera al di fuori di ogni regola e che mette a rischio la salute dei cittadini. È proprio contro questa illegalità che si è abbattuta una massiccia operazione congiunta di Guardia Costiera, Polizia Municipale e Asp, che ha portato al sequestro di oltre una tonnellata e mezza di tonno rosso non tracciato.
L’intervento, scattato a seguito di controlli mirati, ha passato al setaccio sia le postazioni di vendita all’interno del mercato, sia i furgoni adibiti al trasporto del pesce. È qui che le forze dell’ordine hanno fatto la scoperta più allarmante: 1.600 chilogrammi di tonno rosso, l’oro del Mediterraneo, completamente privi dei documenti di tracciabilità. Questa certificazione è fondamentale per garantire la provenienza legale del pescato e, soprattutto, la sua idoneità al consumo.
Senza tracciabilità, il pesce è un prodotto fantasma, potenzialmente pericoloso. Per questo, l’intera partita è stata immediatamente sequestrata e, dopo il parere dei sanitari dell’Asp che l’hanno giudicata non sicura per il consumo umano, ha preso la via del centro di smaltimento per essere distrutta. Un danno economico enorme per chi opera nell’illegalità, con sanzioni che, solo per questa violazione, ammontano a 17.500 euro.
Ma il blitz ha rivelato un sistema di irregolarità più ampio. Durante i controlli, sono emerse numerose altre infrazioni: venditori privi delle necessarie autorizzazioni amministrative e dei requisiti professionali, e postazioni che occupavano abusivamente il suolo pubblico. Un quadro di illegalità diffusa che ha portato all’emissione di ulteriori multe per un totale di 10.700 euro.
L’operazione interforze ha lanciato un messaggio inequivocabile: la tradizione e il fascino dei mercati storici non possono e non devono diventare un paravento per l’illegalità. La tutela della salute pubblica e il rispetto delle regole restano una priorità assoluta, per garantire che ciò che arriva sulle tavole dei cittadini sia non solo buono, ma soprattutto sicuro.



