Un nuovo episodio tragico scuote il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Un giovane detenuto di origine straniera si è tolto la vita all’interno della struttura penitenziaria, portando a due il numero di suicidi registrati nella stessa prigione dall’inizio dell’anno. Il dato si inserisce in un contesto nazionale drammatico: nel 2025, i suicidi tra le persone detenute in Italia hanno già superato quota trenta, a fronte di oltre cento decessi complessivi in ambito carcerario.
A segnalare l’emergenza è Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria (Spp), che parla di un fenomeno in crescita, alimentato da condizioni strutturali e organizzative ormai cronicamente inadeguate. In particolare, Di Giacomo evidenzia la vulnerabilità dei giovani detenuti e delle persone straniere, spesso prive di un adeguato supporto linguistico, culturale e psicologico.
Secondo il sindacato, la risposta dell’amministrazione penitenziaria resta insufficiente. Manca una presenza stabile di psicologi, psichiatri e mediatori culturali in molte strutture, mentre le iniziative di prevenzione del disagio mentale sono episodiche e mal coordinate. A ciò si aggiunge una cronica carenza di personale e una gestione definita “confusa”, aggravata dall’assenza prolungata di una guida al vertice del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
Tra le proposte avanzate dallo Spp c’è l’istituzione obbligatoria di sportelli di ascolto psicologico in tutti gli istituti, l’avvio di corsi di formazione professionale e linguistica per i detenuti stranieri, e una maggiore attenzione alla socialità e alle attività lavorative. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare le carceri da luoghi di isolamento a spazi di reinserimento, ma le risposte istituzionali, finora, si sono concentrate su progetti secondari – come le cosiddette “stanze per l’affettività” – lasciando irrisolti i nodi strutturali più gravi.
Nel frattempo, gli agenti penitenziari continuano a operare in prima linea, spesso in condizioni estreme. Solo nei primi mesi dell’anno si contano oltre sessanta interventi di emergenza per sventare tentativi di suicidio, in un quadro che conferma la necessità di riforme urgenti e concrete. Il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto è oggi il simbolo di un sistema al limite, dove la fragilità individuale si scontra con l’indifferenza delle istituzioni.



