Palermo – Il governo regionale riconosce ufficialmente lo stato di crisi che sta colpendo, ormai da diversi anni, le marinerie impegnate nella pesca dei piccoli pelagici, in particolare sardine e acciughe. La Giunta ha approvato un provvedimento atteso dal comparto, che arriva dopo mesi di sollecitazioni da parte di Confcooperative Sicilia e delle imprese di pesca associate.
L’organizzazione cooperativa ricorda come già alla fine dello scorso anno fossero stati inviati all’assessorato alla Pesca una serie di segnalazioni sulla situazione delle flotte pelagiche siciliane. Le cooperative denunciavano una progressiva riduzione delle catture di esemplari adulti, con conseguenze immediate sulla possibilità di uscire in mare in condizioni economicamente sostenibili. In molti casi, le imbarcazioni sono state costrette a “fermi forzati”, non per disposizione amministrativa ma per semplice mancanza di prodotto pescabile in quantità adeguata. Una condizione che ha inciso sui bilanci delle imprese e, soprattutto, sulla continuità del reddito di armatori ed equipaggi.
Per Confcooperative, il riconoscimento dello stato di crisi è un passaggio indispensabile per poter attivare strumenti di sostegno specifici e aprire un confronto più strutturato sul futuro del settore. L’associazione guarda ora alla fase successiva, legata agli impegni assunti dall’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Luca Sammartino, in particolare sul fronte del monitoraggio scientifico delle risorse.
Nelle richieste avanzate da Confcooperative, infatti, non c’è solo l’esigenza di ristori economici, ma anche quella di avviare uno studio sistematico sull’andamento della pesca pelagica. L’idea è quella di costruire, insieme alle stesse imbarcazioni, un percorso di raccolta dati aggiornati sulla presenza di esemplari giovanili, sui periodi di riproduzione e sulla distribuzione degli stock nel corso dell’anno. Informazioni ritenute indispensabili per valutare eventuali interventi regolatori che siano allo stesso tempo sostenibili per l’ambiente e praticabili per le imprese.
La collaborazione tra mondo della pesca, amministrazione regionale e strutture tecniche viene indicata come la chiave per superare una fase che sta mettendo a dura prova la tenuta economica e occupazionale delle marinerie siciliane. In questa prospettiva, Confcooperative Sicilia esprime pubblico apprezzamento per il lavoro svolto negli ultimi mesi dal Dipartimento Pesca, guidato dal dirigente generale, architetto Giovanni Cucchiara, e dai dirigenti e funzionari dell’ufficio. Un riconoscimento viene rivolto anche all’assessore Sammartino, al quale l’associazione attribuisce il merito di avere dato seguito agli impegni assunti nei tavoli di confronto con le rappresentanze del settore.
La sfida, ora, sarà tradurre il riconoscimento dello stato di crisi e le buone intenzioni sul monitoraggio in misure concrete, capaci di accompagnare le imprese in una fase di transizione in cui la salvaguardia delle risorse pelagiche e la sopravvivenza delle cooperative dovranno procedere di pari passo.



