RAGUSA – La misura alternativa è stata revocata, la porta del carcere si è riaperta. Un uomo di 34 anni, ragusano, è stato accompagnato dai Carabinieri alla casa circondariale del capoluogo per scontare in cella la pena residua, dopo una nuova grave violazione delle prescrizioni a cui era sottoposto.
A eseguire il provvedimento sono stati i militari della Stazione di Ragusa Principale, in applicazione di un ordine emesso dalla Procura della Repubblica. Il trentenne non era un volto nuovo per gli uffici giudiziari: nel 2022 era stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per una serie di condotte persecutorie e intimidatorie, oltre al possesso illegale di armi. Per quella vicenda stava eseguendo la pena non in carcere ma in regime di affidamento ai servizi sociali, misura che presuppone un rigoroso rispetto delle regole imposte dal magistrato di sorveglianza.
Negli ultimi mesi, però, il suo comportamento è finito di nuovo sotto osservazione. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe reso protagonista di ulteriori episodi ritenuti incompatibili con il percorso intrapreso, fino all’ultimo episodio: una violenta aggressione ai danni del personale in servizio presso la guardia medica di Ragusa. Per questo fatto, pochi giorni fa, era scattato nei suoi confronti il provvedimento di arresti domiciliari, eseguito dalla Sezione Radiomobile dei Carabinieri.
L’episodio in ambito sanitario ha fatto venir meno, agli occhi del magistrato di sorveglianza, le condizioni di fiducia alla base della misura alternativa. Da qui la decisione di sospendere l’affidamento e ripristinare la detenzione in carcere.
Ultimate le formalità di rito in caserma, il trentenne è stato quindi trasferito alla casa circondariale, dove dovrà ora continuare a espiare la pena già stabilita dal Tribunale. Per gli eventuali nuovi reati contestati in relazione all’aggressione alla guardia medica, la sua posizione resta al vaglio dell’autorità giudiziaria, con le accuse che dovranno essere verificate nel corso del procedimento, nel rispetto delle garanzie difensive previste dalla legge.



