Era il 30 aprile del 1976 quando cadde il governo Moro V. Un governo che ebbe la fiducia grazie all’astensione del Partito socialista italiano solo per pochi mesi. In aprile, un articolo sul giornale socialista “Avanti!” del segretario De Martino ne causò la caduta e le successive elezioni anticipate annunciate dal Presidente della Repubblica Leone.
La situazione generale della nazione era tragica: gli anni del terrorismo di destra e di sinistra, gli anni di piombo, il Paese che sentiva gli effetti internazionali della crisi economica del 1973 a seguito della guerra del Kippur e la conseguente crisi petrolifera. L’Italia, come tutto l’Occidente, è impegnata ad affrontare la disoccupazione in aumento, la crisi del settore automobilistico, la crisi sociale.
Moro, uno dei più gradi statisti che la nostra nazione abbia avuto, aveva dato inizio al compromesso sorico insieme a Berlinguer. Infatti lo stesso Moro che era stato il protagonista dei primi governi di centrosinistra negli anni ’60 con il Psi, adesso porta la Dc verso un patto con l’altro grande partito popolare: il PCI.
Alle elezioni del 1976 il partito di maggioranza relativa rimaneva la Democrazia cristiana ma il partito comunista recuperava voti e parlamentari.
Era il momento di mettere in atto il compromesso storico attraverso i governi di solidarietà nazionale.
Il primo governo che si formò fu quello guidato da Andreotti, (Andreotti III) con l’astensione del PCI.
Il lavoro di mediazione del presidente della democrazia cristiana Aldo Moro continuò e si fece sempre più incisivo fino al 1978 quando porterà al secondo governo di questa legislatura (la VII nella storia della Repubblica e finita anch’essa con elezioni anticipate 1976-1979).
L’13 marzo del 1978 Giulio Andreotti formò un nuovo governo (Andreotti IV). Stavolta il governo aveva l’appoggio esterno del Partito comunista italiano. Il lungo lavoro di mediazione e il sogno di Aldo Moro si stava concretizzando.
Era il 16 marzo del ’78 quando tutto era previsto per la fiducia in parlamento. Moro fu sequestrato dalle Brigate rosse e la scorta venne trucidata. Andreotti ricevette la fiducia, ma la parabola di questa storia è nota a tutti: Moro sarà ucciso il 9 maggio, e a morire con lui il sogno del compromesso storico.
Il governo Andreotti IV cadrà nel gennaio 1979 quando il PCI fece la richiesta di entrare direttamente nel governo e la Dc sì rifiutò.
Davanti a queste crisi gli anni ’80. Questa però è un’altra storia!



