Catania – Le prime luci del mattino hanno fatto da scenario a un’operazione imponente dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” e dalle unità cinofile di Nicolosi. Con un’azione rapida e coordinata, i militari hanno dato esecuzione a sette misure cautelari: sei indagati sono finiti in carcere, mentre per uno di loro è stata disposta la detenzione domiciliare.
L’operazione, denominata “Khalipha”, rappresenta l’epilogo di un’indagine avviata nel novembre del 2024 e protrattasi fino a giugno 2025. A coordinare le attività investigative è stata la Procura della Repubblica di Catania, che ha seguito passo dopo passo l’evolversi di un’inchiesta complessa, affidata al Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa.
Secondo le ipotesi accusatorie – che restano tali fino a sentenza definitiva – il gruppo avrebbe agito come una vera e propria associazione criminale, dedita a reati contro il patrimonio e capace di muoversi con metodi violenti. Nei confronti degli indagati vengono contestati episodi di rapina aggravata, lesioni personali, utilizzo di segni distintivi contraffatti e detenzione di armi ed oggetti atti a offendere.
Il quadro che emerge è quello di una banda strutturata, pronta a colpire con modalità che hanno destato forte allarme sociale. Un’organizzazione che, stando agli elementi raccolti dagli inquirenti, non si limitava a colpire ma cercava di consolidare un controllo territoriale con strumenti di intimidazione e violenza.
Questa mattina, mentre le strade della città cominciavano a riempirsi di vita quotidiana, decine di carabinieri hanno circondato gli obiettivi, scattando simultaneamente nelle abitazioni dei sospettati. Le unità cinofile hanno contribuito a perquisizioni accurate, mentre lo Squadrone Cacciatori ha garantito la copertura operativa.
Il procuratore etneo ha annunciato che i dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa prevista per le ore 10.00, presso la Sala Riunioni del Palazzo di Giustizia. Sarà quello il momento in cui l’opinione pubblica potrà conoscere più da vicino i contorni di un’indagine che, per portata e organizzazione, segna un capitolo rilevante nella lotta alla criminalità nel capoluogo etneo.



