Il 5 gennaio del 1968 un politico cecoslovacco, Alexander Dubček, diventa Primo Segretario del partito comunista in Cecoslovacchia.
L’obiettivo di Dubček è quello di introdurre la democrazia lontana dall’Unione Sovietica e dalla repressione. Riunisce intorno a sé politici, intellettuali con lo scopo di introdurre il cosiddetto “socialismo dal volto umano”.
Era la Primavera di Praga, accolta favorevolmente da tutta la Cecoslovacchia e che portò nei mesi succesivi alla vivacità di piazze e strade esaltate dal fatto che le libertà concesse fossero naturali e necessarie.
L’Unione Sovietica il 20 agosto 1968, su ordine di Bréžnev, represse tale privamera e richiesta di democraIa e libertà inviando i carri armati insieme a quei Paesi del Patto di Varsavia come era già stato fatto in Ungheria nel 1956.
La libertà è una di quelle parole che il Comunismo sovietico non considererà mai.



