Intervento della Polizia nel centro storico di Niscemi per l’ennesima violazione del divieto di avvicinamento a tutela di una donna vittima di maltrattamenti in famiglia. Mercoledì, su richiesta giunta alla sala operativa, una pattuglia del Commissariato è arrivata presso l’abitazione dell’ex coniuge dell’uomo, un quarantaduenne con precedenti, già sottoposto alla misura cautelare di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna.
Gli agenti hanno trovato la vittima in forte agitazione. La donna ha riferito che l’ex marito si era allontanato pochi istanti prima dell’arrivo della Polizia e che in mattinata l’aveva minacciata. Pochi minuti dopo l’uomo è tornato sul posto e, alla presenza degli operatori, ha inveito contro l’ex compagna. È stato quindi bloccato e accompagnato in Commissariato.
Dagli accertamenti è emerso che il quarantaduenne è gravato da precedenti per maltrattamenti in famiglia, minaccia e violenza a pubblico ufficiale. Era già stato arrestato nell’agosto 2024 per condotte analoghe e, in passato, ammonito dal Questore di Caltanissetta. A suo carico risultano inoltre denunce per evasione. Nel corso della redazione degli atti, l’indagato ha dichiarato ai poliziotti che, qualora fosse stato collocato ai domiciliari, sarebbe evaso per recarsi nuovamente presso l’abitazione dell’ex moglie.
Alla luce delle reiterazioni, delle minacce appena pronunciate e del rischio concreto di elusione delle misure meno afflittive, il Pubblico ministero presso la Procura di Gela ha disposto la custodia in carcere. L’uomo è stato trasferito in istituto penitenziario ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il caso riporta in primo piano l’importanza della pronta attivazione delle misure a tutela delle vittime e della rigorosa esecuzione dei provvedimenti. L’intervento della pattuglia, arrivata su richiesta della donna, ha impedito un’ulteriore escalation sul posto e ha consentito di cristallizzare le condotte contestate.
Le indagini proseguono per definire ogni profilo della vicenda. Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la persona arrestata è presunta innocente fino a sentenza definitiva di condanna. Eventuali ulteriori provvedimenti cautelari o modifiche delle misure saranno valutati dall’autorità giudiziaria sulla base dei riscontri raccolti.



