Controllo mirato dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Catania in un grossista dei paesi etnei, specializzato nella rivendita di articoli per l’estetica. L’attività ispettiva, svolta con il personale dell’Asp di Catania e inserita in una più ampia campagna di verifiche sulla filiera della cosmesi, ha portato al sequestro cautelare di 13.000 confezioni di gel semipermanente per un valore commerciale stimato in circa 60.000 euro.
Secondo quanto accertato dai militari, tra i prodotti destinati alla distribuzione figuravano lotti contenenti la sostanza “trimethylbenzoyl diphenylphosphine oxide” (TPO), componente vietato dalla normativa europea sui cosmetici in quanto classificato CMR: cancerogeno, mutageno e tossico per la riproduzione. La presenza del TPO in articoli destinati a uso professionale e domestico è stata ritenuta idonea a esporre a rischio sia i consumatori sia gli operatori del settore estetico, motivo per cui è scattato il sequestro immediato della merce rinvenuta sugli scaffali e in magazzino.
Il titolare dell’ingrosso è stato segnalato all’Autorità giudiziaria competente per la presunta immissione sul mercato di prodotti contenenti sostanze vietate. Sul punto, i Carabinieri del Nas richiamano l’attenzione sulla necessità di un controllo rigoroso delle formulazioni lungo tutta la catena commerciale, a partire dall’approvvigionamento, fino all’etichettatura e alla tracciabilità dei lotti, elementi che consentono di prevenire la diffusione di articoli non conformi ai requisiti di sicurezza.
L’intervento rientra nelle attività di vigilanza dedicate alla sicurezza del consumatore: controlli su autorizzazioni, registrazioni nel portale europeo dei cosmetici, etichettatura in lingua italiana, elenco degli ingredienti (INCI) e conformità alle liste di sostanze ammesse o vietate. In caso di dubbi sulle formulazioni, la normativa prevede l’adozione di provvedimenti cautelari come il ritiro dal commercio e il sequestro, in attesa delle verifiche tecniche e documentali.
Le confezioni sottoposte a vincolo sono state poste a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli ulteriori accertamenti. L’esito delle analisi e degli approfondimenti documentali servirà a ricostruire la filiera di approvvigionamento e a individuare l’eventuale origine extra-UE o la presenza di irregolarità nelle dichiarazioni di conformità.
Resta inteso che, in relazione ai fatti descritti, le persone coinvolte devono essere considerate presunte innocenti fino a definitivo accertamento di responsabilità in sede processuale. Nel frattempo, i controlli proseguiranno su tutto il territorio provinciale, con particolare attenzione ai canali di distribuzione all’ingrosso che riforniscono centri estetici, parrucchieri e punti vendita al dettaglio. L’obiettivo dichiarato è ridurre al minimo il rischio di circolazione di cosmetici non conformi e garantire standard di sicurezza adeguati per chi li utilizza e per chi li applica professionalmente.



