La strattonava violentemente per strada, mentre lei, in lacrime, teneva in braccio la loro figlia di appena 11 mesi. Una scena drammatica, interrotta solo dal tempestivo arrivo dei Carabinieri, che ha posto fine a un incubo fatto di mesi di violenze fisiche e psicologiche. Nei giorni scorsi, a Riesi, i militari della locale Stazione hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 34 anni, già affidato in prova ai servizi sociali, con la pesantissima accusa di maltrattamenti in famiglia. L’uomo aveva plagiato la compagna, convincendola a non denunciare le aggressioni con la minaccia più vile: “Se parli, i servizi sociali ti portano via la bambina”.
A scatenare l’intervento è stata la disperata richiesta d’aiuto della donna. In evidente stato di agitazione e terrore, è riuscita a contattare telefonicamente la Stazione dei Carabinieri di Riesi, segnalando di essere stata appena aggredita dal compagno. La prontezza e la sensibilità dell’operatore della Centrale sono state decisive: intuita l’estrema delicatezza e gravità della situazione, ha mantenuto il contatto telefonico con la vittima, rassicurandola e, allo stesso tempo, inviando immediatamente una pattuglia verso l’abitazione indicata.
In pochissimi minuti, i militari hanno raggiunto il luogo della segnalazione, trovandosi di fronte una scena agghiacciante. La donna era in strada, sconvolta e piangente, stringendo al petto la sua piccola, mentre il compagno continuava ad aggredirla fisicamente, strattonandola con violenza. Senza esitazione, i Carabinieri sono intervenuti, mettendo prima in sicurezza la madre e la bambina e procedendo subito dopo all’arresto in flagranza dell’uomo.
Le successive indagini hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza, svelando un quadro di soprusi che andava avanti da tempo. La donna subiva da mesi continue violenze, non solo fisiche ma anche psicologiche, e non aveva mai trovato il coraggio di denunciare proprio a causa del subdolo ricatto del compagno. La paura di perdere la figlia l’aveva costretta a un silenzio doloroso.
Su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Caltanissetta, che coordina le indagini, l’arrestato è stato trasferito alla Casa Circondariale del capoluogo. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Caltanissetta ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere per i reati di maltrattamento aggravato e tentata estorsione.
Questo intervento si inserisce nella costante azione di contrasto alla violenza di genere portata avanti dall’Arma dei Carabinieri, volta a proteggere le vittime e a incoraggiarle a rompere il muro del silenzio. Si precisa, come d’obbligo, che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.



