Un attimo, una manciata di secondi di silenzio in un assolato giovedì mattina di fine agosto, e la gioia di una vacanza in famiglia si è trasformata nella più cupa delle tragedie. Un bambino di soli due anni, originario di Comiso, ha perso la vita annegando nella piscina gonfiabile della casa di villeggiatura a Caucana, frazione marinara di Santa Croce Camerina, dove si trovava con i suoi cari. Un dramma che ha ammutolito un’intera provincia, lasciando dietro di sé solo un dolore assordante.
Secondo le prime, frammentarie ricostruzioni operate dai Carabinieri, il piccolo sarebbe sfuggito per un istante al controllo dei familiari. Un momento di distrazione che si è rivelato fatale. Il bimbo, spinto dalla curiosità tipica della sua età, avrebbe raggiunto la piccola piscina gonfiabile allestita in giardino. Pochi istanti dopo, il ritrovamento che nessun familiare vorrebbe mai fare. A scoprire il corpicino immobile nell’acqua sarebbe stata la nonna, la cui voce rotta dalla disperazione ha dato l’allarme.
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente. Gli operatori del 118, giunti sul posto in una corsa contro il tempo, hanno tentato l’impossibile. Per lunghi, interminabili minuti hanno praticato ogni manovra di rianimazione possibile, lottando con tutte le loro forze per strappare quel bimbo a un destino crudele. Purtroppo, ogni sforzo si è rivelato vano. Ai sanitari non è rimasto altro che constatare il decesso, una formalità straziante di fronte a una vita spezzata così prematuramente.
Sul luogo della tragedia sono prontamente intervenuti i Carabinieri della stazione di Santa Croce Camerina e del Comando di Ragusa, che hanno avviato le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. Si tratta di un atto dovuto per fare piena luce su una vicenda che, al momento, appare come un terribile e sfortunato incidente domestico. I militari hanno raccolto le testimonianze dei familiari, distrutti da un dolore inimmaginabile, nel tentativo di mettere insieme i pezzi di un puzzle tragico.



