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Reading: Israele: da dove ebbe inizio
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Meridio Post > Blog > Cultura > Finestra sulla Storia > Israele: da dove ebbe inizio
Finestra sulla Storia

Israele: da dove ebbe inizio

Angelo Cinà
Last updated: Agosto 14, 2025 8:37 am
Angelo Cinà
Published Agosto 14, 2025
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Copyright by Shabtai Tal
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Le origine dello Stato di Israele per capire l’oggi.

Alla fine dell’800 il movimento sionista spinse molti ebrei principalmente dell’Europa orientale a stabilirsi in Palestina. Le ragioni storiche sono del tutto comprese: il sionismo, movimento ebraico con lo scopo dell’autodeterminazione, vide nelle terre storiche della Palestina il luogo originario della propria esistenza.

Di fatto quella regione storica che sin dal Medioevo era stata occupata da dinastie musulmane dopo la perdita di quel territorio da parte dell’Impero Bizantino, era rimasto governato dagli Ottomani fino alla Prima guerra mondiale (1914-1919).

Gli ebrei si spinsero verso quella regione proprio per lottare l’antisemitismo che si era diffuso in Europa dalla metà del XIX secolo in poi.

Nella regione della Palestina gli Ebrei iniziarono ad acquistare territori che gli arabi vendevano fino a fondare nuove città come Petah Tikva e Tel Aviv. In quella regione, dove furono avviati progetti agricoli israeliani, si rivitalizzò la lingua ebraica. I progetti agricoli presero il nome di kibbutz e moshav.

Alla fine della Prima guerra mondiale l’Impero ottomano fu disgregato e la Palestina venne assegnata dalla Società delle Nazioni (organizzazioni nata all’indomani della guerra nel 1919 per garantire la pace futura e la stabilità) all’Impero britannico attraverso la dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917.

Gli inglesi portarono alla crescita della popolazione ebraica in Palestina attraverso l’immigrazione arrivando dal 1917 al 1936 fino a 400.000 persone. La grande rivolta araba che ebbe luogo tra il 1936 e il 1939 portò gli inglesi a frenare questo fenomeno facendo limitare la vendita dei terreni agli ebrei.

Siamo all’inizio della Seconda guerra mondiale, dentro la tragedia della Shoah, i campi di sterminio e i 6 milioni di ebrei uccisi dal nazismo. All’indomani della guerra i flussi migratori verso la terra santa ripresero in modo pressante.

Dopo la tragedia della Shoah gli israeliani chiesero alla comunità internazionale di creare uno Stato sovrano in Palestina. L’unica forza che si opponeva a questo decisione fu la Lega Araba, che si istituì nel 1945 a Il Cairo in Egitto. Questo portò a continui scontri tra arabi e ebrei fino ad atti di terrorismo antinglesi che costrinsero l’intervento dell’ONU il 29 novembre del 1947 quando votò la spartizione della Palestina con la nascita di due Stati autonomi (33 voti a favore, 13 contro e 10 astenuti). La decisione fu quella di radunare in un territorio tutti gli ebrei onde evitare rappresaglie arabe. L’unica zona internazionale rimaneva Gerusalemme dove vi erano 100 mila ebrei e 105 mila arabi. In più vi erano 95 mila Beduini nomadi. Il piano fu accolto con favore dalla comunità ebraica mentre nel 1948 le forze inglesi si ritirarono dalla regione dando termine al mandanti dell’Impero britannico.

Il 14 maggio si formò il governo provvisorio guidato da Ben Gurion che proclamò la nascita dello Stato di Israele.

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