L’asfalto di Palermo si macchia ancora di sangue. Una nuova, tragica croce si aggiunge al bilancio delle vittime della strada in città. Un uomo di 59 anni, che viaggiava in sella alla sua bicicletta, ha perso la vita nella tarda serata di ieri, falciato da un’auto nel cuore del quartiere Oreto-Stazione. L’impatto, violentissimo, non gli ha lasciato scampo, trasformando un incrocio urbano nell’ultima tappa della sua vita.
La tragedia si è consumata all’intersezione tra via Antonio Marinuzzi e via Filippo Mortillaro. Secondo una prima ricostruzione effettuata dalla Polizia Municipale, il ciclista stava percorrendo regolarmente la corsia ciclabile di via Mortillaro. Un dettaglio che rende la vicenda, se possibile, ancora più drammatica. Arrivato all’incrocio, per cause ancora in fase di accertamento, è avvenuto il fatale scontro con una Lancia Ypsilon, condotta da un giovane di 22 anni.
L’impatto è stato devastante. Il 59enne è stato sbalzato dalla sella, e le sue condizioni sono apparse subito disperate. Sul posto si sono precipitati i sanitari del 118, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato purtroppo inutile. I medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, morto praticamente sul colpo a causa dei gravissimi traumi riportati.
Il giovane alla guida dell’utilitaria, sebbene illeso, è apparso in evidente stato di shock. Si è immediatamente fermato dopo l’incidente per prestare i primi, vani, soccorsi e attendere l’arrivo delle forze dell’ordine. Gli agenti della sezione Infortunistica della Polizia Municipale hanno transennato l’area e avviato tutti i rilievi necessari per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro e determinare le responsabilità. Sarà fondamentale chiarire la velocità dei mezzi e il rispetto della segnaletica e delle precedenze in quel punto critico.
Come da prassi in questi casi, sia la Lancia Ypsilon che la bicicletta della vittima sono state poste sotto sequestro giudiziario, a disposizione dell’autorità giudiziaria per eventuali perizie tecniche. Un’altra vita spezzata sull’asfalto, che riaccende drammaticamente il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla tutela degli utenti più deboli, come i ciclisti, nelle nostre città.



