A pochi metri dall’azzurro profondo del mare, Terrasini fa un romantico volo dal 13 al 21 agosto, in un teatro all’aperto dove il grande schermo accende il crepuscolo. La settima edizione del Sicilia Film Fest invita a non considerare la vita un semplice gioco—per quanto tentatrice sia l’idea di muovere le nostre esistenze come pedine sul tappeto del destino—ma un crocevia di scelte che riverberano fino ai margini più nascosti dell’anima. È un festival che respira della brezza marina e che parla di destino, responsabilità e libertà: un “gioco” in cui le conseguenze non esauriscono il piacere dello sguardo, ma lo approfondiscono.
Ogni sera, alle 21, il Direttore Artistico Vincenzo Sacco salirà sul piccolo proscenio del giardino interno per introdurre il titolo del giorno: da In viaggio con mio figlio, apertura affidata all’attore-regista Tony Goldwyn, fino a Maria di Pablo Larraín, chiusura in cui la lotta per la sopravvivenza diventa parabola universale. Tra queste due punte, Troveremo la leggerezza quasi carezzevole di Arrivederci tristezza, presentata da Giovanni Virgilio in persona, e l’intenso affresco emotivo di L’amore che ho, dramma biografico di Paolo Licata che Eleonora Cristiani—volto social del calcio nazionale diventato attrice per caso—consegnerà al pubblico come madrina viva dell’edizione.
Il Sicilia Film Fest non è solo visione passiva, ma cantiere di incontri: i registi dialogheranno con la comunità, rispondendo alle curiosità di chi vuole conoscere da dove nasce un’idea, come si trasforma un copione in luce proiettata. Il palazzo diverrà sala conferenze per i Cinetalk, condotti dal giornalista Ivan Scinardo, portando sullo stesso palco critici, autori e attori, in un fluire di curiosità e aneddoti. E se la platea si riempirà di famiglie, giovani cinefili e turisti alla scoperta del borgo, non mancherà lo spazio dedicato ai “Fari di domani”: non propriamente corti, ma quattro episodi di animazione concepiti come un’unica narrazione antologica. Raccontano L’Onore dei Pupi, eroi di cartapesta modellati da Angelo Sicilia, in storie di legalità per riannodare il filo fra tradizione dell’Opera dei Pupi e consapevolezza civile.
Tre premi—Faro d’Oro al miglior film, Faro dell’emozione all’interpretazione, Faro d’Argento scelto dal pubblico—e un riconoscimento alla carriera regaleranno all’ultimo giorno la gioia di una vera notte delle stelle: la consegna, sotto i lampioni ottocenteschi, di trofei in ceramica fatti a mano da Daniela La Vardera, come fossero conchiglie medagliate dal mare. Ad animare la giuria, Ester Pantano—attrice poliedrica che spazia dal Centro Sperimentale di Roma ai set di Virzì e Tavarelli— guiderà Antonio Panzica, imitatore e medico di giorno, e Lisa Pitrolo Savà, poetessa dei social, nel compito di guardare a ogni voce e ogni inquadratura come a un frammento di bellezza e di verità.
Ecco allora Terrasini in relax d’agosto: mentre scende il solarino e i profumi di zagara si mescolano a quelli delle grigliate di pesce, il pubblico troverà nelle due sale—una a corte, l’altra nel cortile signorile—un soffio di mondo che, pur gratuito e aperto, non rinuncia all’eccellenza. Sarà un brindisi alla cultura, sostenuto dalla Regione Sicilia e dal Comune, suggellato da media partner locali come I Love Sicilia e PalermoPost, e accompagnato dal sorriso del sindaco Giosuè Maniaci, che ha voluto il festival come attrazione di qualità per i suoi cittadini e i turisti in cerca di sprazzi di magia estiva.
Per nove serate, dunque, il Palazzo d’Aumale si farà agorà, rifugio dal caldo e tana di emozioni: ciascun film, ciascuna animazione, ciascun incontro sarà un tassello di un mosaico incantato, che renderà Terrasini piccola capitale di un cinema pronto a farci riflettere, emozionare, scegliere. Nessun gioco è innocuo, eppure il Sicilia Film Fest saprà dimostrare che solo mettendoci davvero in gioco possiamo rendere la vita, ancorché seria e profonda, anche un’occasione di meraviglia.



