B&B fantasma, guide turistiche improvvisate e autisti senza licenza. È una vera e propria giungla di illegalità quella che, con l’esplodere dell’alta stagione, soffoca il turismo siciliano, danneggiando le imprese oneste e minando l’immagine dell’intera regione. A lanciare l’allarme è la CNA Sicilia che, con i suoi rami Turismo e Professioni, ha inviato un appello urgente alle istituzioni per chiedere un’ondata di controlli e tolleranza zero contro una concorrenza sleale diventata ormai insostenibile.
Il fenomeno, denunciano i presidenti Masha Iangliaeva Gallitto e Domenico La Malfa, è capillare e preoccupante. C’è un esercito di “invisibili”: migliaia di posti letto offerti sul mercato nero, senza il Codice Identificativo Nazionale (CIN) reso obbligatorio per legge. Ci sono guide turistiche non autorizzate che operano impunemente nonostante le pesantissime sanzioni previste. E, infine, c’è il far west del noleggio con conducente, con operatori abusivi che non solo sottraggono mercato a chi lavora in regola, ma mettono a serio rischio la sicurezza dei viaggiatori.
“L’abusivismo rappresenta una concorrenza sleale che danneggia chi opera nella legalità e mina la reputazione della Sicilia come destinazione di qualità”, dichiara Masha Iangliaeva Gallitto. In un momento storico in cui l’isola punta ad attrarre un turismo internazionale sempre più esigente, l’illegalità diffusa rischia di essere un boomerang fatale. Un concetto ribadito da Domenico La Malfa: “La lotta all’abusivismo non è solo un dovere, ma una scelta strategica per tutelare il lavoro e salvaguardare l’economia del territorio”.
Per questo, la ricetta proposta dalla CNA è chiara e si basa su tre pilastri: un potenziamento massiccio dei controlli, soprattutto nei punti nevralgici come porti, aeroporti e grandi mete turistiche; l’applicazione rigorosa delle sanzioni già previste dalle normative; e l’avvio di campagne di sensibilizzazione per aiutare i turisti a scegliere servizi legali e sicuri. L’associazione si offre come partner delle istituzioni in questa battaglia, ribadendo che il futuro della Sicilia non può che passare da un turismo sicuro, trasparente e di qualità.



