È una battaglia capillare, condotta tra i tavolini dei bar e le luci al neon dei pub, quella che le forze dell’ordine stanno combattendo contro la vendita di alcolici ai minorenni. Un fenomeno che, con l’esplodere della movida estiva, assume contorni sempre più preoccupanti e che ha spinto la Polizia a intensificare i controlli in tutta la provincia di Agrigento. L’ultima operazione ha portato alla denuncia del titolare di un pub nel centro di Canicattì.
L’intervento si inserisce in una strategia di prevenzione ad ampio raggio, mirata a proteggere i più giovani dai rischi legati all’abuso di alcol. Gli agenti hanno passato al setaccio diversi locali nel cuore di Canicattì, uno dei centri più vivi della provincia, verificando il rispetto delle normative. Durante uno di questi controlli, hanno accertato che un noto pub stava somministrando bevande alcoliche a ragazzi minorenni. Per il titolare dell’attività è scattata immediatamente la denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento.
Questa azione non è un caso isolato, ma la punta di un iceberg di un problema sociale ben più vasto. L’intensificazione dei controlli è infatti una risposta diretta ai dati allarmanti sul crescente consumo di alcol tra gli adolescenti dell’agrigentino e sulla diffusione del “binge drinking”, il bere fino a stordirsi. La stagione estiva, con le sue lunghe notti e la maggiore libertà, amplifica i rischi, rendendo ancora più necessario un presidio attento del territorio.
Le forze dell’ordine hanno chiarito che l’obiettivo non è solo reprimere, ma soprattutto prevenire, evitando che una serata di divertimento possa trasformarsi in una tragedia. I controlli, assicurano, proseguiranno con la massima determinazione per tutta l’estate, non solo nel capoluogo ma in tutti i grossi centri della provincia, inviando un messaggio chiaro ai gestori dei locali: nessuna tolleranza per chi mette a rischio la salute dei più giovani in nome del profitto.



