Un sequestro patrimoniale da 190 mila euro ha colpito un esponente storico della criminalità organizzata barcellonese. L’uomo, 62 anni, già condannato per mafia ed estorsione aggravata, è detenuto in seguito a una sentenza definitiva emessa dopo un’ampia inchiesta antimafia condotta negli anni scorsi sul versante tirrenico della provincia di Messina.
Il provvedimento è il risultato di approfondite indagini economico-finanziarie condotte dall’Arma, che hanno permesso di ricostruire l’origine sospetta di numerosi beni intestati ai familiari del condannato. Le verifiche hanno riguardato il tenore di vita e la disponibilità di patrimoni immobiliari e aziendali non giustificabili con le dichiarazioni ufficiali.
Tra i beni sequestrati figurano tre fabbricati e cinque appezzamenti di terreno situati a Barcellona Pozzo di Gotto, oltre a una società attiva nel settore delle costruzioni, formalmente intestata a terzi ma ritenuta riconducibile al 62enne. Bloccate anche somme di denaro su conti correnti riferibili a persone vicine all’uomo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’acquisto dei beni sarebbe avvenuto grazie a risorse accumulate attraverso attività criminali, in particolare attraverso il controllo del territorio e l’imposizione del racket. Il sequestro si inserisce in una strategia più ampia che mira a privare le organizzazioni mafiose delle loro basi economiche, colpendo non solo i singoli esponenti ma anche le reti familiari e societarie che ne mascherano le proprietà reali.
L’operazione testimonia la continuità dell’impegno sul fronte della prevenzione patrimoniale, con un obiettivo preciso: impedire la conservazione e la trasmissione della ricchezza illecita.



