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Reading: Pace del Mela. Omicidio di Angelo Pirri è stata un’esecuzione
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angelo pirri
Meridio Post > Blog > Fatti > Pace del Mela. Omicidio di Angelo Pirri è stata un’esecuzione
Fatti

Pace del Mela. Omicidio di Angelo Pirri è stata un’esecuzione

Carlo Lombardo
Last updated: Dicembre 8, 2025 1:28 pm
Carlo Lombardo - Carlo Lombardo
Published Giugno 8, 2025
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MESSINA – È stata una vera e propria, classica esecuzione, maturata con ogni probabilità al culmine di un incontro per un chiarimento che è poi tragicamente degenerato. Questo è quanto emerge con chiarezza dall’autopsia eseguita sul corpo del quarantaduenne barcellonese Angelo Pirri, il cui cadavere era stato rinvenuto nella mattinata di venerdì scorso, 6 giugno, in un terreno isolato in via Nazionale a Giammoro, in un’area adiacente l’autostrada Messina-Palermo. L’esame autoptico ha sciolto i primi dubbi degli inquirenti, confermando la pista dell’omicidio volontario eseguito con modalità spietate.

L’esame medico legale, condotto ieri fino a tarda sera presso l’obitorio dell’ospedale Papardo dal medico legale Giovanni Andò, ha confermato quella che era stata la prima, forte impressione degli investigatori sul campo. Angelo Pirri è stato ucciso con un unico, fatale colpo di pistola esploso alla nuca da distanza ravvicinata, una modalità che non lascia dubbi sulla volontà omicida. A ulteriore conferma di questa dinamica, vicino al corpo è stato ritrovato un bossolo di pistola calibro 7,65. Inizialmente, le condizioni del cadavere, che si presentava già in stato di decomposizione poiché la morte risalirebbe a due o tre giorni prima del ritrovamento, non avevano consentito di stabilire con certezza le modalità dell’uccisione, e si era anche ipotizzato che Pirri potesse essere stato colpito con un corpo contundente. L’autopsia ha inoltre evidenziato la presenza di alcune tumefazioni al volto, un dettaglio che lascia pensare che il 42enne sia stato picchiato prima di essere assassinato.

Le indagini, condotte dai carabinieri del reparto investigativo di Messina, proseguono senza sosta. Nella giornata di ieri, i militari hanno effettuato altri e più approfonditi rilievi nella zona dove è stato rinvenuto il cadavere. Un altro contributo fondamentale per le indagini si attende ora dall’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle zone vicine al luogo del delitto. Appare quindi verosimile, secondo gli inquirenti, che Angelo Pirri sia stato ucciso proprio lì, nella stradina sterrata laterale alla via Nazionale di Giammoro, a ridosso dell’autostrada A20.

L’ipotesi più accreditata sulla dinamica è che l’uomo possa essere stato vittima di un’esecuzione avvenuta al termine di un incontro per un chiarimento non riuscito. È probabile che Pirri si sia incontrato con quello che poi è diventato il suo assassino (o i suoi assassini) per fare chiarezza su qualche “sgarro” commesso, e che, una volta compresa la situazione, abbia tentato invano una fuga disperata per salvarsi la vita. A supporto di questa tesi, il fatto che l’uomo sia stato trovato con il volto rivolto verso il terreno.

Una volta ricostruita con esattezza la dinamica, gli inquirenti potranno passare alla definizione del movente dell’omicidio. Al momento, tuttavia, non sembrerebbe rientrare in un “affare” di mafia. Questo perché Angelo Pirri, infatti, non era considerato un “personaggio di primo piano” negli ambienti criminali. Dopo aver vissuto per un periodo a Pace del Mela, si era trasferito a Santa Lucia del Mela, dove, a quanto pare, viveva da solo. Potrebbe essere proprio questa sua condizione di solitudine la ragione per cui la sua scomparsa, nei giorni precedenti al ritrovamento del corpo, non sarebbe stata segnalata alle forze dell’ordine. Secondo quanto emerso, non aveva un lavoro fisso, ma era comunque impegnato nel settore dei trasporti. Nel centro luciese, come raccontato da alcuni residenti, si vedeva passeggiare ogni tanto in compagnia del suo cagnolino e scambiava qualche parola con i vicini di casa. Tuttavia, ultimamente era “sparito” dal paese, tanto che molti dei suoi conoscenti pensavano si fosse trasferito altrove.

Le indagini sono coordinate dal procuratore capo di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Verzera, e sono state affidate al sostituto procuratore Carlo Bray. Gli inquirenti avrebbero già ascoltato alcune persone ritenute vicine a Pirri, nel tentativo di raccogliere elementi che potrebbero tornare utili a mettere insieme i tasselli di questo complesso omicidio. Parallelamente, gli investigatori stanno esaminando attentamente i tabulati del suo telefono cellulare, alla ricerca di contatti e conversazioni che possano far luce sulle sue ultime ore di vita e sull’identità di chi gli ha teso una trappola mortale.

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